RETRIBUZIONI CONVENZIONALI E TRATTAMENTO FISCALE DELLE SOMME AGGIUNTIVE

Con la Risposta ad Interpello n. 37 del 12 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in materia di retribuzioni convenzionali e tassazione delle somme aggiuntive corrisposte ai lavoratori dipendenti operanti all’estero.
Il documento affronta il caso dei lavoratori subordinati che svolgono l’attività fuori dal territorio italiano in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto di lavoro, ai quali si applica il regime delle retribuzioni convenzionali ai fini della determinazione della base imponibile.
Secondo quanto precisato dall’Amministrazione finanziaria, una volta individuata la retribuzione convenzionale di riferimento, questa assume carattere forfetario e sostitutivo rispetto alla retribuzione effettivamente percepita. Ne consegue che eventuali emolumenti aggiuntivi – quali premi, indennità o altre componenti accessorie – riconosciuti in relazione alla medesima attività lavorativa svolta all’estero non sono soggetti a un’autonoma tassazione.
Tali somme, infatti, risultano assorbite nel meccanismo di determinazione forfetaria della base imponibile, che prescinde dall’ammontare reale della retribuzione corrisposta. Il principio affermato rafforza la funzione semplificatoria del regime convenzionale, evitando duplicazioni impositive e garantendo coerenza sistematica.
Il chiarimento contribuisce a definire con maggiore certezza il trattamento fiscale delle componenti retributive accessorie, offrendo un orientamento rilevante per imprese e lavoratori impegnati in attività lavorativa stabile all’estero.

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