NESSUN PERMESSO NECESSARIO PER IL GPS SUI CAMION DEI RIFIUTI
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la Nota n. 831 del 28 gennaio 2026, ha chiarito che l’installazione dei sistemi GPS sui camion dei rifiuti non richiede né un accordo sindacale né un provvedimento amministrativo autorizzatorio, se l’uso è finalizzato esclusivamente alla tracciabilità dei rifiuti. In pratica, il GPS può essere impiegato per digitalizzare gli adempimenti connessi al trasporto dei rifiuti, garantendo maggiore efficienza nella gestione e nella registrazione dei flussi, senza violare la normativa sul lavoro.
Diversamente, sottolinea l’Ispettorato, le procedure di garanzia previste dallo Statuto dei Lavoratori (art. 4, Legge n. 300/1970) diventano obbligatorie se il datore di lavoro utilizza i dispositivi GPS per altre finalità, come il controllo dell’organizzazione e della produttività, la tutela del patrimonio aziendale o la sicurezza sul lavoro. In questi casi, è necessario informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori, rispettando le tutele previste dalla legge.
Il chiarimento rappresenta un passo importante per le aziende del settore ambientale, che potranno digitalizzare il tracciamento dei rifiuti senza ulteriori adempimenti burocratici, ma sempre nel rispetto dei diritti dei lavoratori quando le finalità del controllo si estendono ad ambiti diversi dalla sola tracciabilità dei rifiuti.