BRUXELLES PROPONE, LE IMPRESE DEL SETTORE AUTOMOBILISTICO CHIEDONO CORRETTIVI

Il “Pacchetto Automotive” della Commissione Europea ha riaperto il dibattito sul futuro del settore automobilistico, mettendo in evidenza le tensioni tra gli obiettivi di decarbonizzazione e le esigenze operative di produttori e distributori. Il pacchetto, che punta a ridurre le emissioni di CO2 del trasporto su strada, non riguarda solo investimenti e infrastrutture, ma anche le regole e le metodologie con cui viene misurata la transizione ecologica.
Le aziende del comparto hanno espresso dubbi sulla visione attuale, ritenuta troppo orientata verso la sola elettrificazione. Molti operatori sottolineano la necessità di una maggiore neutralità tecnologica, che dia valore anche ai carburanti rinnovabili e alle filiere già operative. Senza un riconoscimento normativo di queste soluzioni, secondo le associazioni di categoria, il pacchetto rischia di generare un doppio effetto negativo: costi più elevati per imprese e famiglie e una perdita di competitività del settore europeo rispetto ai concorrenti extra-UE.
Le richieste delle imprese puntano quindi a integrare il pacchetto con misure più inclusive, capaci di valorizzare alternative sostenibili alla trazione elettrica, senza compromettere l’obiettivo di riduzione delle emissioni. In questo contesto, il dialogo con Bruxelles diventa cruciale: trovare un equilibrio tra innovazione, sostenibilità e sostenibilità economica sarà determinante per il futuro del comparto automobilistico europeo.
Il confronto resta aperto, e le prossime settimane saranno decisive per capire se la Commissione sarà pronta ad adattare le regole in modo da conciliare decarbonizzazione e competitività industriale.

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