REGIME AGEVOLATO PER CHI RIENTRA IN ITALIA: CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 8 del 23 febbraio 2026, ha fornito importanti chiarimenti sull’applicazione del regime fiscale agevolato per i lavoratori impatriati e per i ricercatori che rientrano in Italia, alla luce delle modifiche introdotte dal cosiddetto Decreto Crescita (DL n. 34/2019, art. 5, convertito nella Legge n. 58/2019).
Il documento di prassi si concentra su due aspetti di particolare rilievo per i contribuenti interessati dagli incentivi fiscali legati al rientro in Italia:
1.Lavoratori impatriati – L’Agenzia chiarisce che i soggetti che
hanno trasferito la propria residenza fiscale in Italia tra il 30 aprile
2019 e il 2 luglio 2019 possono comunque beneficiare
dell’estensione del regime speciale per lavoratori impatriati per
ulteriori cinque periodi d’imposta. Tale estensione, prevista dal
Decreto Crescita, opera indipendentemente dalla mancata
emanazione del relativo decreto ministeriale attuativo e dalla
mancata attivazione del Fondo controesodo, elementi che in
passato avevano generato incertezze interpretative.
2.Ricercatori rientrati dall’estero – Relativamente agli incentivi per il
rientro in Italia dei ricercatori residenti all’estero, l’Agenzia delle
Entrate precisa che l’estensione temporale delle agevolazioni,
parametrata anche al numero di figli minorenni o fiscalmente a
carico, è fruibile anche nei casi in cui al momento del rientro in
Italia il contribuente non abbia figli minorenni, purché tali figli
nascano o vengano collocati in affido preadottivo durante il
periodo agevolabile.
Il chiarimento dell’Agenzia, dunque, accoglie una lettura ampia delle condizioni di accesso alle agevolazioni, offrendo risposte concrete ai contribuenti interessati e incentivando ulteriormente il trasferimento della propria attività lavorativa e di ricerca nel nostro Paese.
Queste precisazioni rappresentano un passo significativo verso una maggiore certezza del quadro fiscale per lavoratori impatriati e ricercatori rientrati in Italia, con ricadute positive sulla competitività del sistema Paese.