LE DECISIONI DI TRUMP ALIMENTANO DUBBI TRA AZIENDE E INVESTITORI
Nonostante la pronuncia della Corte Suprema sull’illegittimità dell’applicazione dei dazi introdotti attraverso l’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act), Donald Trump ha firmato una nuova Proclamazione Presidenziale che reintroduce un dazio del 10% su una serie di prodotti già colpiti in precedenza. La mossa riapre un fronte commerciale delicato e riporta in primo piano le tensioni tra Washington e Unione europea, alimentando incertezza tra imprese e investitori.
Il nuovo provvedimento si inserisce in un contesto giuridico complesso. L’IEEPA, normativa del 1977 attivata dalla Casa Bianca per motivi di emergenza nazionale, richiede il coinvolgimento del Congresso. La decisione della Corte aveva sollevato dubbi sulla legittimità dell’impianto tariffario precedente, ma la nuova iniziativa presidenziale rischia ora di prolungare il contenzioso e di creare un quadro regolatorio ancora instabile.
Per le imprese italiane esportatrici verso gli Stati Uniti si apre uno scenario ambivalente. Da un lato, la dichiarata illegittimità dei dazi precedenti potrebbe consentire il recupero delle somme versate. Dall’altro, l’introduzione del nuovo dazio del 10% rischia di comprimere nuovamente margini e competitività, in particolare nei settori della meccanica, dell’agroalimentare e del lusso, tradizionalmente più esposti al mercato statunitense.
Il recupero dei capitali non sarà automatico. Le aziende non riceveranno rimborsi d’ufficio: sarà necessario dimostrare, attraverso un’attenta compliance documentale, il diritto alla restituzione delle somme. Ciò implica la ricostruzione puntuale dei flussi di importazione e l’eventuale attivazione di ricorsi nei tempi previsti dalla normativa doganale americana.
Per le società che operano negli Stati Uniti tramite controllate locali, la priorità è verificare se siano stati avviati correttamente i procedimenti amministrativi e giudiziari. In caso contrario, il rischio è quello di perdere l’opportunità di recuperare i crediti maturati.
In questo clima di incertezza normativa e politica, le imprese sono chiamate a una gestione strategica e legale sempre più sofisticata, mentre i mercati osservano con cautela l’evolversi di una vicenda che potrebbe avere effetti significativi sugli equilibri del commercio internazionale.