CREDITO D’IMPOSTA TRANSIZIONE 5.0: GUIDA OPERATIVA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Il Piano Transizione 5.0 prevede un credito d’imposta per determinati investimenti delle imprese. Nel corso dell’applicazione della misura sono emersi alcuni dubbi, in particolare sul periodo di utilizzo del credito.
Su tali aspetti è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 1/E del 12 gennaio 2026, che riguarda in particolare il credito non utilizzato entro la fine del 2025. Il documento fornisce indicazioni operative sulla gestione del residuo.
Il quadro normativo del Piano Transizione 5.0
Il credito d’imposta fa riferimento dall’articolo 38 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito dalla legge 29 aprile 2024, n. 56. La norma stabilisce che il credito possa essere utilizzato solo in compensazione tramite modello F24. L’utilizzo è subordinato alla trasmissione dei dati da parte del GSE all’Agenzia delle Entrate.
Credito d’imposta residuo al 31 dicembre 2025
La Risoluzione precisa che il credito Transizione 5.0 non utilizzato entro il 31 dicembre 2025 non può essere compensato oltre tale data in modo libero. L’importo residuo deve essere ripartito negli anni successivi. La ripartizione avviene in cinque quote annuali di pari importo, riferite al periodo dal 2026 al 2030.
Le quote sono riportate nel cassetto fiscale del contribuente, disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Il cassetto fiscale costituisce il riferimento per individuare l’importo compensabile in ciascuna annualità.
Come utilizzare il credito d’imposta dal 2026
A partire dal 2026, ciascuna quota annuale del credito d’imposta può essere utilizzata in compensazione tramite il modello F24, che deve essere trasmesso esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. In sede di compilazione è necessario indicare il codice tributo “7072”, istituito con
la risoluzione n. 63/E del 18 dicembre 2024, nonché l’anno di riferimento della quota utilizzabile, così come riportato nel cassetto fiscale del contribuente.
Controlli dell’Agenzia delle Entrate e scarto dell’F24
L’Agenzia delle Entrate effettua controlli automatizzati sui modelli F24 presentati per verificare che l’importo del credito d’imposta utilizzato in compensazione non superi la quota annuale disponibile. Qualora il credito compensato ecceda l’importo consentito, il modello F24 viene scartato. Lo scarto è comunicato tramite apposita ricevuta, consultabile nei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Effetti sulla fruizione del credito negli anni precedenti
La suddivisione del credito residuo in cinque quote annuali comporta la riduzione del plafond di utilizzo riferito agli anni 2024 e 2025. Di conseguenza, dopo la ripartizione, il credito residuo relativo a tali annualità risulta pari a zero, con effetti diretti sulla pianificazione fiscale delle imprese beneficiarie.

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