GPS NEI CAMION DEI RIFIUTI E STATUTO DEI LAVORATORI: QUANDO L’ART. 4 NON SI APPLICA SECONDO L’INL

L’installazione di sistemi di geolocalizzazione sui veicoli adibiti al trasporto dei rifiuti ha sollevato dubbi tra le aziende in merito all’applicazione dell’articolo 4 della legge 300/1970, noto come Statuto dei Lavoratori, che disciplina l’utilizzo di strumenti da cui possa derivare controllo a distanza dei dipendenti. Secondo le indicazioni più recenti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, quando il GPS viene installato esclusivamente per adempiere agli obblighi normativi di tracciabilità dei rifiuti, tale utilizzo non rientra nella nozione di controllo a distanza previsto dall’articolo 4 e pertanto non richiede né accordi sindacali preventivi né autorizzazioni specifiche. Questo chiarimento è rilevante per tutte le aziende che operano nella raccolta, nel trasporto e nello smaltimento dei
rifiuti, in quanto consente di rispettare le normative ambientali senza incorrere in procedimenti amministrativi aggiuntivi. L’obbligo di geolocalizzazione è infatti dettato dalla legge per garantire la corretta tracciabilità dei percorsi dei mezzi e dei rifiuti trasportati, e non ha finalità di controllo diretto dell’attività lavorativa dei dipendenti. Rimane comunque fondamentale che l’utilizzo dei dati raccolti sia limitato esclusivamente agli scopi previsti dalla normativa sulla tracciabilità, evitando qualsiasi forma di monitoraggio non autorizzata del personale. Se l’azienda decidesse di impiegare i sistemi di localizzazione anche per finalità interne, come l’organizzazione del lavoro, la produttività o la sicurezza, in questi casi scattano le garanzie previste dall’articolo 4 e diventa necessario stipulare un accordo con le rappresentanze sindacali o ottenere l’autorizzazione dell’Ispettorato. La distinzione tra uso normativo e uso strumentale dei sistemi di geolocalizzazione è quindi centrale per evitare contenziosi e garantire il corretto equilibrio tra obblighi di legge e tutela dei diritti dei lavoratori. In conclusione, l’orientamento dell’Ispettorato conferma che l’obbligo di geolocalizzazione previsto per le aziende del settore dei rifiuti non attiva automaticamente l’applicazione dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, ma richiede attenzione qualora gli strumenti vengano utilizzati anche per finalità aggiuntive rispetto a quelle di tracciabilità, così da garantire la conformità normativa senza compromettere i diritti dei dipendenti.

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