RITENUTE D’ACCONTO SULLE COMMISSIONI: PROROGA AL 2028 E IMPATTO SULLE IMPRESE
Il decreto Milleproroghe ha introdotto una novità significativa per le imprese italiane: la proroga fino al 2028 delle ritenute d’acconto sulle commissioni. Questa misura, pensata per garantire continuità e chiarezza normativa, rappresenta però un doppio effetto: da un lato semplifica alcuni adempimenti fiscali, dall’altro comporta un aggravio gestionale per le imprese che devono monitorare e contabilizzare correttamente queste trattenute.
Le ritenute d’acconto, applicate su compensi e commissioni, fungono da anticipo delle imposte dovute dal percettore del reddito, ma la loro gestione richiede precisione contabile e una corretta comunicazione tra soggetti coinvolti. La proroga al 2028, pur evitando cambiamenti normativi frequenti, obbliga le imprese a mantenere procedure e strumenti aggiornati per calcolare e versare correttamente gli importi dovuti.
Secondo le associazioni di categoria, la misura offre stabilità normativa, ma rischia di generare nuovi costi amministrativi, soprattutto per le piccole e medie imprese, già impegnate con la gestione ordinaria dei flussi contabili e delle scadenze fiscali. L’effetto combinato di semplificazione e complessità evidenzia la necessità di strumenti digitali e supporto professionale per evitare errori e sanzioni.
In attesa di ulteriori dettagli applicativi, le imprese sono chiamate a verificare le proprie procedure interne, aggiornare i sistemi contabili e pianificare la gestione delle ritenute d’acconto sulle commissioni fino al 2028, assicurando conformità normativa senza compromettere l’efficienza operativa.