ORDINANZA CASSAZIONE 17 FEBBRAIO 2026, N. 3583: CHIARIMENTI SUL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO DEL CONSUMATORE
Con l’Ordinanza n. 3583 del 17 febbraio 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla domanda di ristrutturazione dei debiti presentata da un consumatore ai sensi degli articoli 67 e seguenti del D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza – CCII). La pronuncia offre importanti chiarimenti sui criteri che devono guidare l’accesso a questo istituto.
La Corte ha sottolineato che l’ammissione al piano di ristrutturazione richiede una valutazione complessiva della situazione del debitore. Tale analisi parte necessariamente dall’accertamento delle cause dell’indebitamento, dalla condotta del consumatore al momento di contrarre le obbligazioni e dalle ragioni che hanno determinato la sua successiva incapacità di adempiere. Secondo l’articolo 68 del D.Lgs. n. 14/2019, il giudice deve considerare tutte le circostanze concrete della vita personale, patrimoniale e familiare del debitore, in modo da distinguere eventuali condotte colpose da situazioni di particolare gravità.
Nel caso oggetto della decisione, la proposta di ristrutturazione è stata respinta dai giudici di merito. La Corte ha confermato il rigetto in quanto è stata riscontrata una condotta di colpa grave del consumatore, manifestata attraverso un ricorso “seriale” al credito. In particolare, il debitore aveva ottenuto più prestiti, spesso utilizzati per estinguere altri finanziamenti, senza effettuare una valutazione prudente della capacità di rimborso in rapporto al
proprio reddito e agli oneri complessivi derivanti dai prestiti precedenti. Tale condotta ha impedito un’ordinata restituzione del debito e ha configurato un profilo di responsabilità personale grave.
La pronuncia della Cassazione ribadisce, quindi, la necessità di un approccio rigoroso e individualizzato nell’esame delle domande di ristrutturazione del debito. Non è sufficiente il semplice stato di difficoltà finanziaria: occorre dimostrare sia l’assenza di colpa grave sia l’adozione di comportamenti diligenti e proporzionati al fine di fronteggiare l’indebitamento. La valutazione del giudice, pertanto, deve basarsi su un’analisi dettagliata delle cause, delle modalità di assunzione dei debiti e delle scelte del consumatore, alla luce delle specifiche condizioni economiche e familiari.
In conclusione, l’ordinanza n. 3583/2026 costituisce un importante punto di riferimento per gli operatori del diritto e per i consumatori, chiarendo i requisiti essenziali per accedere al piano di ristrutturazione del debito e confermando la centralità della prudenza e della diligenza nella gestione del credito.