MOBILITÀ SOSTENIBILE IN BUSTA PAGA: L’E-BIKE NON È REDDITO
La mobilità sostenibile entra sempre più spesso nei piani di welfare aziendale e, in determinati casi, non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente. Tra i benefit più apprezzati rientra l’e-bike concessa dall’azienda per gli spostamenti casa-lavoro, uno strumento che coniuga sostenibilità ambientale, benessere dei lavoratori e vantaggi fiscali.
Quando l’utilizzo della bicicletta elettrica è messo a disposizione della generalità o di categorie omogenee di dipendenti, nell’ambito di un piano di welfare strutturato, il beneficio può rientrare tra le utilità escluse dall’imponibile. In questo modo il lavoratore non subisce alcuna tassazione IRPEF né incidenza contributiva sul valore del mezzo o del servizio offerto.
La misura si inserisce nel solco delle politiche di incentivo alla mobilità green, favorendo la riduzione delle emissioni e del traffico urbano. Per le imprese, oltre al ritorno in termini di responsabilità sociale, vi è la possibilità di ottimizzare il costo del lavoro attraverso strumenti di welfare fiscalmente efficienti.
Resta fondamentale che l’erogazione avvenga nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa fiscale e che il benefit non si traduca in un’erogazione monetaria sostitutiva. Se correttamente strutturata, l’e-bike aziendale rappresenta quindi un’opportunità concreta per promuovere sostenibilità e vantaggi fiscali, senza impatto sul reddito imponibile del dipendente.