L’ITALIA ECONOMICA NEL 2025: TRA RIPRESA E INCERTEZZE
Nel 2025 l’economia italiana mostra segnali di moderata crescita, ma resta attraversata da elementi di fragilità. Secondo il report “Pil e indebitamento delle Amministrazioni pubbliche” diffuso dall’Istat, il Pil è aumentato in volume dello 0,5%, confermando un ritmo di espansione contenuto. Migliora il rapporto deficit/Pil, sceso al 3,1%, in calo di 0,3 punti rispetto al 2024, mentre il debito pubblico sale al 137,1%, segnando un incremento del 2,7% su base annua.
Particolarmente atteso era il dato sul deficit: nel Documento programmatico di finanza pubblica dello scorso ottobre il Governo lo aveva stimato al 3%, soglia cruciale per consentire all’Italia di uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo e attivare la clausola di salvaguardia per le spese della difesa. Il risultato finale, seppur vicino all’obiettivo, non centra pienamente il target.
Sul fronte dei conti pubblici emerge comunque un miglioramento del saldo primario, che passa dallo 0,5% al +0,7% del Pil, segnale di una gestione più equilibrata al netto della spesa per interessi.
La domanda interna sostiene la crescita: gli investimenti fissi lordi aumentano del 3,5% e i consumi finali nazionali dello 0,9%. Nel commercio estero, le importazioni crescono del 3,6%, superando l’incremento dell’1,2% delle esportazioni. A livello settoriale, il valore aggiunto registra progressi nell’industria (+0,3%), nelle costruzioni (+2,4%) e nei servizi (+0,3%), mentre arretrano agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,1%). Nota dolente la pressione fiscale, salita al 43% dal 42,4% dell’anno precedente.