ABUSO DEL DIRITTO FISCALE: LA CASSAZIONE RIBADISCE I LIMITI ALLE OPERAZIONI ELUSIVE
Con l’Ordinanza n. 8761 del 6 aprile 2026, la Corte di Cassazione torna a delineare con chiarezza i confini dell’abuso del diritto in ambito tributario, rafforzando un orientamento ormai consolidato. I giudici di legittimità hanno infatti precisato che si configura abuso quando una o più operazioni, pur formalmente conformi alle norme fiscali, risultano prive di reale sostanza economica e sono poste in essere con l’unico scopo di ottenere vantaggi fiscali indebiti.
Nel dettaglio, vengono considerate prive di sostanza economica tutte quelle operazioni che non producono effetti significativi diversi dal risparmio d’imposta. Tra gli indici rivelatori di tale situazione rientrano l’incoerenza tra la struttura giuridica delle operazioni e il loro risultato complessivo, nonché l’impiego di strumenti giuridici non in linea con le normali logiche di mercato.
Parallelamente, la Corte definisce indebiti i vantaggi fiscali conseguiti in contrasto con le finalità delle norme tributarie o con i principi generali dell’ordinamento. In presenza di tali condizioni, l’Amministrazione finanziaria è legittimata a disconoscere i benefici ottenuti dal contribuente, rideterminando il carico fiscale secondo le disposizioni eluse.
La pronuncia conferma dunque l’importanza del principio di sostanza sulla forma, richiamando contribuenti e operatori a una pianificazione fiscale che sia coerente con le reali finalità economiche delle operazioni.