CCNL 2024 E BENEFIT FISCALI: COSA PREVEDE LA CIRCOLARE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Con una recente circolare, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti sulla detassazione prevista dal Governo in relazione ai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro. L’agevolazione interesserà anche gli accordi sottoscritti nel 2024 e punta a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori in una fase ancora segnata dall’aumento del costo della vita.
Il documento precisa che il beneficio fiscale è strettamente collegato al momento della firma del CCNL e alla decorrenza degli aumenti retributivi stabiliti. L’impatto, infatti, si riflette sulla massa salariale incrementale che verrà corrisposta nel corso del 2026: più tempestiva è la sottoscrizione e più chiara è la decorrenza degli aumenti, maggiore sarà la platea di somme che potranno beneficiare della misura.
La circolare delimita con precisione il perimetro dell’agevolazione. La detassazione si applica esclusivamente alla retribuzione diretta: le dodici mensilità ordinarie, la tredicesima e l’eventuale quattordicesima. In caso di assenza per malattia, maternità o infortunio, il beneficio spetta sulla quota integrata dal datore di lavoro secondo quanto previsto dal contratto collettivo.
Restano invece escluse le componenti della retribuzione indiretta, come scatti di anzianità, straordinari, ferie, permessi, indennità e maggiorazioni per lavoro notturno. Fuori dal perimetro anche le somme una tantum e le quote che incidono sul TFR.
Nel complesso, la misura rappresenta un intervento mirato: non generalizzato, ma calibrato sugli aumenti strutturali in busta paga, con l’obiettivo di incentivare il rinnovo dei contratti e garantire un beneficio concreto e stabile ai lavoratori.

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