3° FORUM FRANCO-ITALIANO: IL MINISTRO URSO E IL MINISTRO MARTIN ESORTANO A UN'EUROPA PIÙ COMPETITIVA PER SALVARE L'INDUSTRIA EUROPEA

Firmata una dichiarazione congiunta che definisce la posizione comune di Roma e Parigi su diversi dossier industriali europei.
Al centro del 3° Forum franco-italiano sull’industria, svoltosi in un clima di rinnovata cooperazione tra Roma e Parigi, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro dell’Economia e delle Finanze francese Bruno Le Maire (nota: Martin è il nuovo titolare del dicastero francese) hanno lanciato un appello chiaro: rafforzare la competitività dell’Europa per salvaguardare il futuro dell’industria continentale.
Il Forum ha rappresentato un momento di confronto strategico su energia, innovazione, transizione ecologica e politiche industriali comuni, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e crescente concorrenza globale. Al termine dei lavori, i due ministri hanno firmato una dichiarazione congiunta che definisce una posizione condivisa su alcuni dei principali dossier industriali europei, a partire dalla revisione delle regole sugli aiuti di Stato e dal rafforzamento degli strumenti di sovranità industriale.
Italia e Francia chiedono un’Unione europea più pragmatica, capace di sostenere le imprese nei settori strategici – dall’automotive alla siderurgia, fino alle tecnologie green – senza penalizzarle con eccessivi vincoli burocratici. Nel documento viene sottolineata l’urgenza di accelerare sugli investimenti in ricerca e sviluppo, semplificare le procedure autorizzative e garantire un accesso più competitivo alle materie prime critiche.
Un passaggio centrale riguarda anche il tema energetico: secondo Urso e Martin, senza un costo dell’energia allineato a quello delle principali economie concorrenti, l’industria europea rischia una progressiva perdita di quote di mercato. Da qui la richiesta di strumenti comuni per calmierare i prezzi e sostenere la produzione interna.
Il Forum si chiude dunque con un messaggio politico forte: Roma e Parigi intendono fare fronte comune a Bruxelles per costruire un’Europa industriale più solida, capace di proteggere il proprio tessuto produttivo e di competere ad armi pari nello scenario globale.

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