VIDEOSORVEGLIANZA SUL LAVORO: LIMITI ALL’USO DELLE IMMAGINI PER SANZIONI DISCIPLINARI

La videosorveglianza sul luogo di lavoro è uno strumento sempre più diffuso per garantire sicurezza e controllo, ma il suo utilizzo non è illimitato, soprattutto quando si tratta di procedimenti disciplinari. Con la Sentenza n. 30822 del 24 novembre 2025, la Cassazione rigetta il ricorso presentato dalla datrice di lavoro avverso la decisione della Corte d'Appello che aveva precluso l'utilizzo delle riprese effettuate tramite impianti di controllo a distanza per finalità disciplinari, pur in presenza di comportamenti pregiudizievoli del patrimonio aziendale.
La Suprema Corte ribadisce che il datore di lavoro può utilizzare le immagini delle telecamere per contestare un addebito disciplinare solo se gli impianti audiovisivi sono stati installati e utilizzati nel rispetto delle condizioni previste dall'articolo 4 Statuto dei lavoratori. Nel caso di specie, le prescrizioni contenute nell'autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro, richiamate dal contratto collettivo non consentivano l'utilizzo delle riprese per fini disciplinare. Il datore di lavoro avrebbe potuto infatti utilizzare strumenti di controllo meno invasivi.
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