UNIONE EUROPEA APPROVA LA PROROGA DELLA DETRAZIONE IVA AUTO AL 40%
Lo scorso 12 dicembre 2025 è stata pubblicata sulla Gazzetta Europea la Decisione n 2025/2529 del Consiglio Europeo grazie alla quale l’Italia è autorizzata alla deroga all’articolo 26, paragrafo 1, lettera a) e all’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto e in particolare, l’Italia è autorizzata per le detrazioni Iva al 40% sulle auto fino al 2028.
L’Unione Europea ha approvato la proroga della detrazione IVA al 40% per le autovetture utilizzate nell’ambito dell’attività d’impresa, di arti e professioni. La decisione conferma un regime fiscale già in vigore, garantendo continuità a imprese e lavoratori autonomi che fanno uso promiscuo dei veicoli, cioè sia per finalità professionali sia personali.
Il via libera di Bruxelles consente all’Italia di mantenere una deroga alle regole ordinarie previste dalla direttiva IVA, che in linea generale consentirebbe una detrazione più ampia solo in presenza di un utilizzo esclusivamente aziendale del mezzo. La proroga, dunque, risponde all’esigenza di semplificare gli adempimenti fiscali e di evitare contenziosi legati alla difficile dimostrazione dell’uso effettivo del veicolo.
La misura riguarda l’IVA assolta sull’acquisto, sul leasing, sul noleggio e sulle spese di gestione delle autovetture non strumentali in senso stretto, come carburante, manutenzione e riparazioni. Restano invece escluse dal limite del
40% le auto utilizzate esclusivamente nell’attività d’impresa, per le quali continua ad applicarsi la detrazione integrale.
Secondo le istituzioni europee, la proroga non comporta distorsioni significative della concorrenza né perdite rilevanti di gettito, mentre assicura stabilità normativa agli operatori economici. Un aspetto particolarmente rilevante in una fase caratterizzata da incertezza economica e da costi crescenti per la mobilità.
Per imprese, professionisti e partite IVA si tratta quindi di una conferma attesa, che permette di programmare gli investimenti legati al parco auto senza modifiche improvvise al quadro fiscale. Un segnale di continuità che contribuisce a rendere più prevedibile il rapporto tra fisco e contribuenti.