FISCO, STRETTA SUI PUNTEGGI ISA NEL 2026: VERIFICHE IMMEDIATE PER CHI È SOTTO SOGLIA

Gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) rappresentano lo strumento attraverso cui l’Agenzia delle Entrate misura il grado di affidabilità dei contribuenti che esercitano attività d’impresa, arti o professioni. Introdotti per superare i vecchi studi di settore, gli ISA assegnano ogni anno un punteggio da 1 a 10, basato su una serie di indicatori economici, contabili e strutturali. Il risultato sintetizza la coerenza dei ricavi dichiarati, la redditività e la sostenibilità dell’attività svolta. Con il periodo d’imposta 2026, questo sistema entra però in una nuova fase, caratterizzata da controlli più rapidi e selettivi.
La principale novità riguarda l’utilizzo dei punteggi ISA come criterio immediato di selezione dei contribuenti da sottoporre a verifica. Un punteggio particolarmente basso, o addirittura negativo in relazione agli indicatori di anomalia, diventa un vero e proprio campanello d’allarme per il Fisco. In questi casi, l’Amministrazione finanziaria può attivare controlli mirati senza attendere ulteriori riscontri, accelerando i tempi dell’azione ispettiva.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il contrasto all’evasione fiscale, concentrando le risorse sui soggetti ritenuti meno affidabili dal punto di vista fiscale. I contribuenti con ISA sotto soglia finiscono così in una fascia di rischio elevato, esposta a verifiche documentali, richieste di chiarimenti e, nei casi più gravi, ad accertamenti veri e propri. Al contrario, chi ottiene punteggi alti continua a beneficiare del regime premiale, con esclusioni da alcuni controlli e procedure più snelle.
La stretta sugli ISA 2026 si inserisce in una strategia più ampia di compliance fiscale preventiva, che mira a intercettare le anomalie già in fase dichiarativa. Per imprese e professionisti diventa quindi fondamentale non solo compilare correttamente il modello ISA, ma anche monitorare gli indicatori di affidabilità nel corso dell’anno.
In un contesto economico ancora instabile, il messaggio dell’Amministrazione finanziaria è chiaro: trasparenza e coerenza dei dati contabili non sono più soltanto elementi formali, ma condizioni essenziali per evitare di finire sotto la lente d’ingrandimento del Fisco.

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