Tribunale di Palermo: I riders possono essere subordinati.

Il Tribunale di Palermo, con la Sentenza n. 7283 del 24 novembre 2020, si è apertamente discostato dalla decisione della Corte di Cassazione in materia di inquadramento dei ciclofattorini come lavoratori autonomi o etero-organizzati.

Per il giudice monocratico, la Suprema Corte non aveva valutato correttamente l'esecuzione della prestazione dei riders, fermandosi alla qualificazione del rapporto che questi avevano rispetto alla piattaforma digitale. Il rapporto dunque, per le caratteristiche con cui viene eseguito, può essere invece considerato a tutti gli effetti un rapporto di lavoro subordinato e a tempo pieno.

Con questa dirompente pronuncia, benché al momento resa solo in primo grado, è stata accertata la nullità del licenziamento da parte dell'azienda nei confronti di un fattorino per essere stato "disconnesso" dalla piattaforma: trattandosi di rapporto di lavoro subordinato, il giudice ha condannato la società alla reintegra per il licenziamento orale comminato.

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