Sfratto commerciale: No convalida per morosità lockdown

La grave situazione di emergenza sanitaria a causa del Covid-19 deve mitigare il giudizio circa gli inadempimenti dei conduttori nelle locazioni commerciali.

LOCAZIONI COMMERCIALI E NORMATIVA EMERGENZIALE

Lo shock economico senza precedenti generatosi a causa dell'emergenza epidemiologica Covid-19, che ha di fatto impedito a una molteplicità indefinita di commercianti di liberarsi dalle obbligazioni contrattuali strumentali alla loro attività (prime fra tutte l'affitto), ha trovato una mitigazione nella normativa emergenziale ispirata, per quanto possibile, al difficile riequilibrio di posizioni opposte.

Ad esempio, il Tribunale di Palermo, richiesto di pronunciare la risoluzione contrattuale per morosità in relazione a un esercizio commerciale (bar ristorante), con ordinanza del 5 settembre 2020 ha negato la convalida, rigettando l'istanza proposta dal locatore che aveva dedotto inadempimenti sorti durante il periodo di chiusura forzata.

RISPETTO DELLE MISURE DI CONTENIMENTO ED ESCLUSIONE DI RESPONSABILITÀ

Il conduttore, resistendo alle opposte pretese, ha invocato l'applicazione del Decreto Cura Italia (art. 3 comma 6 bis) nella parte in cui ha previsto che "il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutata ai fini dell'esclusione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1218 e 1223, della responsabilità del debitore, anche relativamente all'applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti".

La norma sembra infatti imporre al giudice, che abbia accertato il rispetto a cura del debitore delle misure di contenimento imposte dalla normativa di emergenza, una valutazione atta all'esclusione della responsabilità nell'adempimento delle obbligazioni a suo carico.

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