Pubblici esercizi e settore viaggi, ulteriori criticità dal nuovo DPCM

Da oggi entra in vigore il DPCM recante le nuove disposizioni normative per la prevenzione e il contenimento dell’epidemia di Covid-19.

Fra i provvedimenti alcuni interessano anche il mondo produttivo quali ad esempio la chiusura delle attività di ristorazione quali bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie dalle ore 24.00 con servizio al tavolo e dalle ore 21.00, invece, in assenza del suddetto e il divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dei locali dopo le ore 21.00. Fissato inoltre nel tetto massimo di 30 persone il numero di partecipanti a feste in occasione di cerimonie civili e religiose.

Sul versante del turismo sono sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Specifiche disposizioni sono inoltre previste per gli ingressi e gli spostamenti da e per l'estero.

Confermato anche lo stop ad eventi, intrattenimenti e feste in sale da ballo e discoteche sia al chiuso che all’aperto mentre rimane consentito lo svolgimento di fiere e congressi, previa l’adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico e quella di misure organizzative adeguate a dimensioni e caratteristiche dei luoghi al fine di garantire il previsto distanziamento sociale tra i partecipanti.

Oltre all’obbligo di indossare le protezioni individuali anche all’aperto e in prossimità di incontri con persone non conviventi, il Decreto ribadisce che tutte le attività produttive industriali e commerciali devono essere svolte in sicurezza, rispettando le prescrizioni contenute nel protocollo condiviso di regolamentazione, sottoscritto lo scorso 24 aprile fra Governo e parti sociali, nonché quelle specifiche per i rispettivi ambiti di competenza.

Pur senza obblighi definiti al riguardo, l’Esecutivo ricorda pure l’opportunità di utilizzo, ove e quando possibile, dello smart working.

I provvedimenti varati dal Governo avranno inevitabilmente ricadute negative soprattutto per pubblici esercizi e il settore viaggi con i primi che stimano una perdita di fatturato mensile di circa 300 milioni di Euro mentre, il secondo, ipotizza ammanchi annui per oltre 1 miliardo, con il rischio di assistere, in entrambi i segmenti, nei prossimi mesi, alla scomparsa di migliaia di posti di lavoro.

Nessun spiraglio invece, almeno al momento, per i titolari di discoteche che, in mancanza di supporti economici, paventano lo stop definitivo di centinaia di attività.

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