MORTE IN ZONA VIETATA DEL CANTIERE: NESSUN RISARCIMENTO AGLI EREDI

La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza n. 10165, ha stabilito che il datore di lavoro non è tenuto al risarcimento degli eredi del lavoratore morto in una zona vietata del cantiere.

La condotta della vittima, precisa la Suprema Corte, esorbita le sue mansioni e solleva il datore da responsabilità, pertanto è irrilevante che l'area interdetta sia di facile accesso. Quel che conta è la conoscenza o conoscibilità del divieto da parte del lavoratore, di conseguenza spetta agli eredi provare la condotta illecita, la natura colposa, il danno e il nesso causale tra gli eventi.

 

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