Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e dimostrazione dell'impossibilità di repêchage

In caso di dipendente licenziato per giustificato motivo oggettivo, spetta al datore di lavoro l'onere di dimostrare l'effettiva impossibilità di 

repêchage, ovvero la mancanza di altri posti di lavoro nei quali ricollocare utilmente il lavoratore.

È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 4673 del 22 febbraio 2021, nella quale ha precisato che al lavoratore è consentito indicare le posizioni lavorative nelle quali poter essere ricollocato all'interno dell'azienda, senza che da ciò ne derivi un'inversione dell'onere della prova.

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