Emergenza COVID-19 circolare del Ministero dell’Interno 20 ottobre 2020. Modulo di autocertificazione

Il Ministero dell’Interno ha diramato in data 20 ottobre una circolare, volta a fornire alle Prefetture territoriali alcune indicazioni applicative sulle principali misure innovative del D.P.C.M. 18 ottobre 2020, efficaci – si ricorda – fino al 13 novembre prossimo.

Lo stesso Ministero ha predisposto un nuovo modello di autocertificazione editabile per le necessità di spostamento tra territori o all’interno delle aree per cui sono stati predisposti divieti di circolazione oltre determinati orari (Lombardia, Lazio, Campania al momento)

Nel rinviare per i dettagli alla lettura del provvedimento, si riporta, di seguito, una breve sintesi dei principali contenuti.

1. Chiusura di strade o piazze nei centri urbani

In merito alla facoltà di disporre la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, delle strade o piazze nei centri urbani, allo scopo di limitare le occasioni di assembramento (art. 1, comma 1, lett. a) del D.P.C.M.), la circolare precisa che lo strumento di declinazione della misura è da individuarsi nell’ordinanza del Sindaco, quale Autorità sanitaria locale, ai sensi dell’art. 32 della legge n.833/1978 e dell’art. 50 del d.lgs. n.267/2000, nonché in qualità di Ufficiale di governo, ai sensi dell’art. 54 del medesimo d.lgs. n.267/2000, in tema di incolumità pubblica e di sicurezza urbana.

L’intervento dovrà fondarsi sulla preventiva ricognizione degli spazi nei quali, per comportamenti consuetudinari, il rischio di assembramento - e quindi di propagazione del contagio - si possa ritenere più elevato.

Si evidenzia poi la necessità, in fase attuativa, della più ampia concertazione e collaborazione tra Sindaco e Prefetto, anche nel più generale quadro delle funzioni attribuite ai Prefetti – dall’art. 4, comma 9 del decreto-legge n.19/2020 e, da ultimo, dall’art. 11 del D.P.C.M. 13 ottobre 2020 - da esplicare in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, eventualmente esteso anche alla presenza dei responsabili delle strutture sanitarie territoriali.

Affinché la misura sia proporzionata e adeguata rispetto agli obiettivi di contenimento delineati dal DPCM, potrà essere valutata l’opportunità di applicare le restrizioni provvedimentali solo in determinati giorni della settimana, limitandole a quelli caratterizzati da un più intenso afflusso di persone, e di disporre chiusure parziali delle strade o delle piazze, restringendo l’accesso senza precluderlo totalmente.

Dovendosi comunque consentire il libero accesso e deflusso agli esercizi commerciali e alle abitazioni private, è indispensabile che le autorità comunali anticipino tempestivamente, con adeguati mezzi comunicativi, alle associazioni di categoria ed alla cittadinanza interessata, le misure che intendono adottare.

2. Eventi e competizioni sportive e sport da contatto

Relativamente agli eventi e alle competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra, la circolare ricorda che il DPCM consente – confermando i limiti di presenza del pubblico già vigenti - esclusivamente quelli riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dal Comitato italiano paraolimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, con esclusione, pertanto, di quelli di livello provinciale.

Sono soggetti alle medesime limitazioni anche gli sport da contatto, come individuati dal decreto del Ministero dello Sport del 13 ottobre 2020 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 di pari data), ad esclusione delle forme individuali, che potranno continuare a svolgersi purché nel rispetto del distanziamento e delle altre misure di sicurezza.

Sono, inoltre, vietate le attività sportive da contatto a carattere ludico amatoriale, intendendosi per tali quelle effettuate “a livello occasionale e spontaneo (ad esempio, le partite di calcetto tra amici)”.

Anche al fine di evitare pratiche elusive, la circolare chiarisce che il tesseramento presso associazioni o società sportive dilettantistiche è condizione per l’esercizio degli sport di contatto, purché esso avvenga nel perimetro di eventi e competizioni riconosciute di interesse nazionale o regionale dai suddetti Comitati e dalle federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva.

3. Sale giochi, sale scommesse e sale bingo

Per quanto riguarda le sale giochi, sale scommesse e sale bingo, la circolare si limita a richiamare gli orari di apertura e chiusura – dalle ore 8.00 alle ore 21.00 – fissati dal DPCM (art. 1, comma 1, lett. d) n.3).

4. Sagre e fiere di comunità; attività convegnistiche e congressi; riunioni

Si richiama l’attenzione sull’espresso divieto di sagre e fiere di comunità, ossia quelle contraddistinte dal carattere locale, mentre restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale.

La circolare si sofferma, inoltre, sulla distinzione tra riunioni private (consentite in presenza, sebbene sia fortemente raccomandato lo svolgimento da remoto) ed attività convegnistiche e congressuali (il cui svolgimento in presenza resta sospeso). Si precisa, in particolare, che tale distinzione è da ascrivere ad alcuni elementi estrinseci - quali il possibile carattere ufficiale, l’eventuale apertura alla stampa e al pubblico, lo svolgersi presso locali pubblici o aperti al pubblico – che non si riscontrano, in tutto o in parte, nelle riunioni private, come ad esempio le assemblee societarie e le assemblee condominiali.

5. Esercizi pubblici

Per quanto riguarda le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) - che il DPCM del 18 ottobre consente dalle ore 5:00 alle ore 24:00 in caso di consumo al tavolo e dalle ore 5:00 alle ore 18:00 (in luogo del precedente termine delle ore 21:00) senza consumo al tavolo – il Ministero conferma le indicazioni già fornite sul possibile margine di “sforamento” dei suddetti limiti di orario .

Si richiama, inoltre, l’attenzione sulle seguenti disposizioni introdotte dal citato D.P.C.M.: - numero massimo di 6 commensali per tavolo; La suddetta precisazione - che, nel fare riferimento ad un margine temporale “ragionevole” e “contenuto”, si può di fatto prestare a letture più o meno elastiche - non può essere, comunque, considerata derogatoria rispetto all’indicazione normativa degli orari consentiti, che, pertanto, costituiscono l’unico riferimento certo, anche al fine della sanzionabilità dei comportamenti da parte delle autorità di controllo. In proposito, la medesima circolare, peraltro, invitava i Prefetti a sensibilizzare le associazioni di categoria affinché il servizio di consumazione ai tavoli, proprio nell’ottica di garantire il rispetto della prevista limitazione oraria, fosse effettuato privilegiando il più possibile “l’accesso tramite prenotazione”, in conformità a una specifica previsione del protocollo di settore, di cui all’allegato 9 al D.P.C.M. del 13 ottobre 2020.

- obbligo in capo all’esercente di esporre all’ingresso del locale un cartello con il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente all’interno del locale, sulla base delle linee guida e dei protocolli vigenti nel settore, al fine di agevolare le attività di controllo;

- possibilità anche per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande situati nelle aree di servizio e rifornimento carburante collocate lungo la rete autostradale di restare comunque aperti;

- possibilità di esercitare la ristorazione con asporto fino alle ore 24 (prima era consentita senza limiti di orari), con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. L’espressione “nelle adiacenze” – come precisato dal Ministero nella precedente circolare – “non indicando una precisa distanza metrica, comporta innanzitutto una valutazione della sussistenza o meno di possibili assembramenti, peraltro vietati in ogni contesto”.

Si precisa che le indicazioni fornite nella circolare in commento, come anticipato in premessa, fanno riferimento alle disposizioni presenti nel D.P.C.M. 18 ottobre u.s., che ha integrato e modificato le previsioni del D.P.C.M. del 13 ottobre u.s.; qualora le Regioni, in considerazione dell’andamento epidemiologico, dovessero adottare proprie ordinanze più restrittive, il Ministero procederà a fornire indicazioni specifiche ai Prefetti delle province interessate.

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