Coprifuoco in Campania e Lombardia. Piemonte chiude i centri commerciali. Veneto attende, allerta a Genova

Se non sarà lockdown sarà coprifuoco, ovvero chiusura totale nella fascia serale della giornata. Tra le varie misure allo studio il coprifuoco è quello servirebbe a scongiurare quel «lockdown generalizzato» di cui parlava il premier. Il coprifuoco evoca comunque lo stare casa e il venir meno della socialità, soprattutto serale, quella che si consuma nei locali negli orari extra lavorativi. Ma com'è la situazione in Italia?

Le regioni che per arginare l'emergenza Covid stanno disciplinando il divieto di uscire la sera sono al momento la Lombardia e la Campania. Per i presidenti di queste due regioni si tratta della soluzione migliore: perciò lockdown dalle 23 alle 5 del mattino. La Regione Lombardia lo ha chiesto al governo e il ministro della Salute ha acconsentito, mentre la Campania lo ha già deciso e lo farà scattare a partire da questo venerdì (23 ottobre). Queste sono le uniche due regioni che hanno optato per la soluzione del coprifuoco. Non è così nel Lazio, in Veneto e in Emilia Romagna.

Le altre stanno ancora valutando man mano che arrivano i dati sui contagi da coronavirus ma la tendenza è quella di chiudere gradualmente zone e giorni dove la densità di persone può rappresentare un'emergenza. Quindi lo shopping e la movida. Se non è coprifuoco, poco ci manca.

CHIUSURA GRADUALE

Si chiudono solo alcune strade in Liguria, e in particolare a Genova, dove si sta pensando a un intervento chirurgico sulla movida. In alcune zone di Genova «non si tratterà di veri lockdown, ma di eventuali chiusure all'assembramento di alcune zone della città che si predispongono all'affollamento. Valutiamo di impedire di poter sostare in alcune piazze e strade affollate in alcuni giorni della settimana», conferma il presidente della regione ligure Giovanni Toti che promette: «Sarà una misura morbida».

Il Piemonte chiude i centri commerciali sabato e domenica, eccenzion fatta per quelli dei generi alimentari. Lo ha annunciato il presidente Alberto Cirio, intervenendo a Tagadà su La7. «Entro questa sera firmerò un'ordinanza che chiude i centri commerciali sabato e domenica su tutto il territorio regionale e che, quindi, tiene aperto solo la parte alimentare e solo le farmacie, dunque quelli che sono i beni di prima necessità».

In Toscana, il sindaco del capoluogo Dario Nardella ha preparato una lista di aree dove poter vietare la sosta delle persone per evitare gli assembramenti: «Saranno aree nel centro storico, anche molto famose, tipiche della movida di Firenze, come piazza della Repubblica, piazza Strozzi e S. Ambrogio. Ci sarà divieto di stazionamento». «Manterremo il contingentamento di piazza S. Spirito - ha aggiunto Nardella -. È ovvio che ci vogliono gli agenti: vedremo qual è la disponibilità delle forze dell'ordine per capire in quali aree effettivamente possiamo applicare questi limiti. È inutile imporre queste regole se non siamo in grado di rispettarle con i controlli». Di fatto, un coprifuoco, o comunque un invito a non uscire la sera.

In Calabria sono attive diverse zone rosse, quindi isolate. Zone rosse, in vigore dal 16 ottobre, sono state istituite a Sant'Eufemia d'Aspromonte, nel reggino, e per Torre di Ruggiero, nel catanzarese. Lo ha deciso con proprie ordinanze Nino Spirlì, che è presidente facente funzioni della Regione dopo la morte della governatrice Jole Santelli.

NO COPRIFUOCO PER ORA

In Veneto non è previsto alcun coprifuoco. «Quello che abbiamo presentato oggi è un piano ospedaliero, su altre iniziative dettate da altri numeri e su cui c'è un dialogo a livello nazionale è un'altra partita. Oggi in Veneto all'orizzonte non c'è nessun pensiero di lockdown o di coprifuoco». Lo ha detto ai giornalisti l'assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin. Il piano di sanità pubblica - è stato spiegato in conferenza stampa - è un piano di sicurezza passiva di fronte al numero di malati che cresce, mentre le decisioni su lockdown sono di sicurezza attiva.

Anche il Lazio non ha per il momento in cantiere ordinanza che limitino la libera circolazione serale.

«In questo momento, in Emilia- Romagna, visto l'andamento dei contagi, non c'è bisogno del coprifuoco. Quando c'è stato bisogno di chiudere, non abbiamo avuto esitazioni, come è successo a Medicina». Così il presidente della Regione Emilia- Romagna, Stefano Bonaccini, in diretta a Skytg24. «Facciamo oltre 15mila tamponi al giorno e migliaia di test sierologici - sottolinea - e abbiamo in campo più di 85 unità mobili che vanno a domicilio. Per questo siamo diventate una delle regioni meno contagiate». «Non bisogna farsi prendere dalla paura - conclude Bonaccini -, ma essere pronti, in qualsiasi momento, a prendere decisioni e a ulteriori restrizioni. Dobbiamo seguire l'andamento epidemiologico: se facciamo le cose per bene possiamo reggere a questa seconda ondata».

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