Rinviata al 2019 la fatturazione elettronica per la cessione di carburante.

Slitta al 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica per la cessione di gasolio e benzina per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione. Resta in vigore fino al 31 dicembre 2018 la carta carburanti e dal 1° luglio 2018 la deducibilità del costo ai fini delle imposte dirette in applicazione dell’articolo 164 del Tuir sarà possibile solo se il pagamento avverrà in forma tracciata. Questo è il compromesso raggiunto dal Dl 79/2018  per conciliare le esigenze dei distributori e delle imprese che avevano chiesto a più riprese la proroga dell’avvento della fattura elettronica per tutti gli acquisti effettuati dalle partite Iva dai distributori stradali di carburante minacciando scioperi in caso di mancata accettazione delle loro richieste.

 

Come è noto, la Legge di Bilancio 2018 (Legge 205/2017), ha allargato il novero dei soggetti tenuti ad emettere unicamente fatture elettroniche, definendo precise scadenze riferite a diverse categorie di destinatari della normativa. Per i fornitori delle Pubblica Amministrazione l’obbligo della fatturazione elettronica è scattato il 1 luglio 2018, coinvolgendo tutte le imprese che intervengono in un appalto pubblico oltre a quella capofila.

 

La stessa data avrebbe dovuto segnare l’inizio del medesimo obbligo per tutte le operazioni di vendita di carburanti e lubrificanti, tuttavia un decreto ad hoc varato dal Governo (D.L. 79 del 28 giugno 2018) ha spostato la scadenza al 1 gennaio 2019 per le cessioni di carburanti presso le stazioni di rifornimento. Lo slittamento al primo gennaio 2019 riguarda infatti le sole cessioni di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione.

 

La fattura elettronica resta pertanto facoltativa per i gestori delle pompe di benzina, chiamati tuttavia ad adeguarsi entro il primo gennaio 2019, momento in cui la nuova procedura sarà l’unica applicabile per le transazioni business-to-business. Quest’ultimo termine riguarda anche l’entrata in vigore dell’obbligo della fatturazione elettronica tra privati per i possessori di Partita IVA. Dal primo luglio 2018 è dunque scattato l’obbligo per tutte le operazioni diverse da quelle operate presso gli impianti stradali nei confronti di soggetti con Partita IVA e dei conducenti di mezzi di trasporto aziendali. In particolare, è obbligatoria per le operazioni “a monte” (es.: cessioni del grossista) e riguarda tutti gli altri attori della filiera, comprese società di netting e compagnie petrolifere.

 

Quindi, ricapitolando, a partire dal 1 gennaio 2019 i distributori di benzina e gasolio saranno tenuti a emettere fatture in formato elettronico verso i professionisti con Partita IVA e i conducenti di mezzi di trasporto aziendali.

 

La stessa normativa (Dl 79/2018) proroga fino alla fine del 2018 l’utilizzo della scheda carburante, il tradizionale documento usato da imprese e professionisti per detrarre a cadenza mensile o trimestrale l’imposta relativa all’acquisto di carburanti presso i distributori.

 

Tuttavia, è importante ricordare che vige comunque l’obbligo di pagamento con strumenti tracciabili. Diversamente, non potranno fruire delle agevolazioni fiscali previste (deduzioni del costo di acquisto, detrazione IVA). La fatturazione elettronica, in questo senso, offre l’indubbio vantaggio di rendere subito possibile la detraibilità IVA e la deducibilità dei costi di rifornimento di carburante, unitamente all’utilizzo di sistemi di pagamento che non prevedono l’uso dei contanti e che possono essere effettivamente tracciati.

 

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