Radiazioni ionizzanti - Sicurezza lavoro. Emanazione decreto

E’ stato pubblicato sul S.O. n. 29/L della Gazzetta Ufficiale del 12 agosto 2020 il decreto legislativo 31 luglio 2020 n.101 recante “Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive precedenti 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell’articolo 20, comma 1, lettera a) della legge 4 ottobre 2019, n. 117”.

Il provvedimento stabilisce le norme di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti e, oltre a recepire nel nostro ordinamento la direttiva 2013/19, provvede a riordinare in un quadro unitario la disciplina del settore, adeguando la normativa vigente a quanto previsto dalla legislazione europea.

Si compone di 245 articoli suddivisi in Titoli, che riguardano specificatamente principi generali, sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti, esposizione al radon negli ambienti di vita, esposizione al radon nei luoghi di lavoro, impiego di materiali contenenti radon, lavorazioni minerarie, regime giuridico per produzione, importazione e trasporto di materiale radioattivo, gestione di rifiuti radioattivi, sorgenti sigillate ad alta attività e sorgenti orfane, impianti nucleari, gestione del combustibile esaurito, esposizione dei lavoratori a radiazioni ionizzanti, archivio nazionale dei lavoratori esposti, esposizione della popolazione, esposizioni mediche, piani di emergenza, disciplina sanzionatoria.

Si segnalano, di seguito, gli aspetti di maggiore interesse.

Campo di applicazione

Le norme sono applicabili a tutte le situazioni (pianificate, emergenziali o esistenti) che comportino un rischio da esposizione a radiazioni ionizzanti, non trascurabile per la protezione della salute umana (popolazione e lavoratori) a lungo termine.

Esposizione al RADON (TITOLO IV)

Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto dovrà essere adottato con DPCM il Piano nazionale di azione per il radon, basato sui tre principi della giustificazione, ottimizzazione e limitazione delle dosi ionizzanti.

Il Piano dovrà contenere:

· strategie, criteri e modalità per prevenire e ridurre i rischi di lungo termine dovuti all’esposizione;

· classificazione preventiva delle zone con concentrazione di radon con media annua superiore al livello di riferimento nazionale in un numero significativo di edifici

· regole tecniche e criteri per prevenire l’ingresso del radon negli edifici nuovi ed esistenti da ristrutturare.

Nei seguenti ambienti di lavoro:

a) luoghi di lavoro sotterranei;

b) luoghi di lavoro in locali semi sotterranei o situati al piano terra, localizzati nelle aree prioritarie che saranno individuate dalle Regioni;

c) specifiche tipologie di luoghi di lavoro identificate nel Piano nazionale d’azione;

d) stabilimenti termali

l’esercente (ossia “la persona fisica o giuridica che ha la responsabilità giuridica, ai sensi della legislazione vigente, ai fini dell’espletamento di una pratica o di una sorgente di radiazioni” art. 7 comma 1 lett. 34) è tenuto a completare le misurazioni della concentrazione media annua di attività di radon in aria entro ventiquattro mesi decorrenti:

dall’inizio dell’attività per le lettere a) e d) di cui sopra;

dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’elenco delle aree prioritarie individuate dalle Regioni (lett. b);

dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Piano nazionale d’azione per le specifiche tipologie di luoghi di lavoro in esso individuati (lett. c);

dall’inizio delle attività se questo è successivo al momento indicato nelle lettere b) e c).

Qualora la concentrazione media annua di attività del radon non superi il livello di riferimento indicato dal decreto (300 Bq/metro cubo) la stessa dovrà essere riportata in un documento (da conservare per otto anni) che diventerà parte integrante del DVR di cui all’ art. 17 del d.lgs. 81/08.

La misurazione dovrà essere ripetuta se vengono realizzati interventi che comportano lavori strutturali a livello dell’attacco a terra nonché interventi volti a migliorare l’isolamento termico.

Qualora la concentrazione media annua di attività del radon in aria superi il livello di riferimento, l’esercente è tenuto a porre in essere misure correttive intese a ridurre le concentrazioni al livello più basso ragionevolmente ottenibile, avvalendosi di un esperto in interventi di risanamento radon.

In tale caso le misurazioni dovranno ripetersi con cadenza quadriennale.

L’esercente effettua le misurazioni della concentrazione media annua di attività di radon in aria avvalendosi dei servizi di dosimetria riconosciuti (art. 155) i quali rilasciano una relazione tecnica che andrà a costituire parte integrante del DVR.

I risultati delle misurazioni sono trasmessi dai servizi di dosimetria all’apposita sezione della banca dati della rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale secondo le modalità indicate dall’ISIN (Istituto di sicurezza nucleare).

In caso di superamento del livello di riferimento, l’esercente invia una comunicazione contenente la descrizione delle attività svolte e la relazione tecnica al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché alle ARPA/APPA, agli organi del SSN e all’ Ispettorato nazionale del lavoro (INL) competenti per territorio.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali organizza l’Archivio nazionale delle sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti e delle relative esposizioni nei luoghi di lavoro.

L’esercente informa il datore di lavoro dei lavoratori esterni del superamento del livello di riferimento e delle misure correttive adottate. Se la concentrazione media annua di attività di radon in aria resta superiore al livello prescritto, il datore di lavoro dei lavoratori esterni effettua per detti lavoratori la valutazione delle dosi efficaci annue, avvalendosi dell’esperto di radioprotezione.

Esposizione dei lavoratori a RADIAZIONI IONIZZANTI (TITOLO XI)

La tutela dei rischi derivanti da tale esposizione prevede per il datore di lavoro obblighi che non possono essere delegabili quali:

a) la valutazione preventiva per l’attuazione delle misure di protezione e sicurezza insieme ai dirigenti e preposti (da informare e formare);

b) la nomina dell’esperto di radioprotezione;

c) la nomina del medico autorizzato.

Il datore di lavoro acquisisce e sottoscrive una relazione redatta e firmata dall’esperto di radioprotezione contenente la descrizione della natura e la valutazione dell’entità dell’esposizione, nonché le indicazioni di radioprotezione incluse quelle necessarie a ridurre le esposizioni dei lavoratori in tutte le condizioni di lavoro.

La relazione di cui al punto precedente costituisce il documento di valutazione dei rischi (art. 28 TU sicurezza) per gli aspetti relativi ai rischi di esposizione alle radiazioni ionizzanti ed è munita di data certa in qualsiasi modo attestata.

Sulla base delle indicazioni della relazione il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti, nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono ad adottare le specifiche misure negli ambienti di lavoro.

Il datore di lavoro trasmette al Ministero del lavoro e delle politiche sociali i risultati delle valutazioni di dose effettuate dall’esperto di radioprotezione per i lavoratori esposti, ai fini del loro inserimento nell’Archivio nazionale dei lavoratori esposti di cui all’articolo 126.

Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore (interno o esterno) soggetto ai rischi derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, in relazione alle mansioni cui è addetto, riceva una informazione e formazione sufficiente e adeguata in materia di radioprotezione anche con eventuale addestramento specifico. La formazione e, se previsto, l’addestramento specifico, sono effettuati, ove possibile, sul luogo di lavoro e devono avvenire con periodicità almeno triennale.

L’informazione e la formazione in materia sono svolte, nell’ambito delle rispettive competenze, dagli esperti di radioprotezione e dai medici autorizzati in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente concernente il riconoscimento della figura del formatore in materia di salute e sicurezza.

Tale formazione integra quella prevista dall’articolo 37, comma 7, del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 per gli aspetti inerenti al rischio di esposizione alle radiazioni ionizzanti.

Gli esercenti di una o più zone classificate, i quali si avvalgono di lavoratori esterni, sono tenuti ad assicurarne la tutela dai rischi derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, direttamente o mediante accordi contrattuali con il datore di lavoro da cui detti lavoratori dipendono, e rispondono degli aspetti della tutela che siano direttamente collegati con il tipo di zona classificata e di prestazione richiesta.

Nel caso di lavoratori che svolgono per più datori di lavoro attività che li espongono a rischi di radiazioni ionizzanti, ciascun datore di lavoro è tenuto a richiedere agli altri datori di lavoro e ai lavoratori (e a fornire quando richiesto), le informazioni necessarie al fine di garantire il rispetto delle norme e in particolare dei limiti di dose.

I datori di lavoro, i dirigenti e i preposti, nell’ambito delle rispettive competenze, adottano i provvedimenti necessari ad evitare il superamento dei limiti di dose fissati, per le diverse modalità di esposizione, ai sensi dell’articolo 146, per i lavoratori esposti, gli apprendisti e gli studenti, i lavoratori autonomi e quelli dipendenti da terzi.

Analoghi provvedimenti sono adottati per assicurare il rispetto dei limiti e delle condizioni di esposizione fissati ai sensi dell’articolo 146 per le lavoratrici, le apprendiste e le studentesse in età fertile.

I datori di lavoro, provvedono affinché i lavoratori e il personale di intervento vengano preventivamente sottoposti a un programma di informazione e formazione riguardante la disciplina della radioprotezione, la possibilità che durante un intervento siano sottoposti a esposizione di emergenza, i rischi connessi all’esposizione stessa e le precauzioni da adottare, le procedure di emergenza e le istruzioni da seguire nonché gli specifici dispositivi di protezione e i mezzi di sorveglianza dosimetrica da utilizzarsi in relazione alle funzioni svolte, per ridurre al minimo i rischi derivanti dall’esposizione.

L’informazione dovrà tenere conto delle possibili situazioni di emergenza e dei tipi di intervento ipotizzabili.

L’informazione e la formazione specifica sulle procedure di emergenza dovranno essere aggiornate con frequenza quinquennale.

Il datore di lavoro provvede ad assicurare mediante uno o più medici autorizzati la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti e degli apprendisti e studenti. Il datore di lavoro non può assegnare questi soggetti ad alcuna attività che li esponga al rischio di radiazioni ionizzanti in assenza di giudizio di idoneità favorevole.

Il medico autorizzato, nell’ambito della visita preventiva nonché in occasione delle visite periodiche successive illustra al lavoratore il significato delle dosi ricevute, delle introduzioni di radionuclidi, degli esami medici e radiotossicologici e comunica per iscritto anche in modalità telematica i risultati dei giudizi di idoneità che lo riguardano.

Presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è tenuto l’elenco dei medici autorizzati cui sono iscritti, su domanda, i medici competenti ai sensi dell’articolo 2 del d.lgs. 81/08 aventi specifici requisiti e che dimostrino di essere in possesso della capacità tecnica e professionale necessaria per lo svolgimento dei compiti inerenti alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti.

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