Quali sono i lavori gratis e quelli quasi gratis con il bonus 110%

Per chi sceglie lo sconto in fattura o la cessione del credito, ecco quali sono le condizioni e quali i lavori gratuiti e quelli che invece vanno pagati.

Bonus casa 2020

Tra le novità del bonus casa 2020 c'è la conferma della legge di bilancio del 2020 con le seguenti agevolazioni:

• Bonus ristrutturazione 2020 al 50% fino al 31 dicembre 2020

• Ecobonus risparmio energetico fino al 31 dicembre 2020

• Bonus condizionatori 2020: proroga in Legge di Bilancio

L'ecobonus al 110% viene applicato soltanto nel caso in cui vengano effettuati lavori di ristrutturazione che migliorino l'immobile di due classi energetiche.

 

Superbonus 110%: lavori trainanti e trainati

Per i condomini, quindi, significa che, accanto ai lavori trainanti di efficienza energetica (quali cappotto termico, pannelli fotovoltaici e colonnine elettriche) occorrerà affiancare altri interventi che non rientrano nel 110% ma a cui vengono applicate percentuali di detrazione più basse.

Per fare un esempio: se un condominio decide di effettuare i lavori di cappotto termico, per usufruire del bonus al 110% dovrà necessariamente provvedere a sostituire gli infissi o a effettuare lavori sull'impianto di riscaldamento, questi ultimi non detraibili al 110% ma al 50 e 65%.

I suddetti lavori dovranno essere certificati da un tecnico o perito, nel rispetto delle asseverazioni e delle linee guida dettate dall'Agenzia delle Entrate, pena pagamento di una sanzione e conseguente perdita del beneficio della detrazione.

La detrazione fiscale consiste in una restituzione delle somme anticipate per effettuare i lavori e fatturate, in rate annuali per la durata complessiva di 10 anni, a partire dall'anno successivo al completamento dei lavori e nei limiti dell'importo detraibile dalla dichiarazione dei redditi (questo vuol dire che non tutti potranno scaricarsi l'intero importo dalle tasse ma solo quelle dichiarate nel reddito).

L'alternativa alla detrazione fiscale consiste nello sconto in fattura o nella cessione del credito.

Vediamo meglio in cosa consistono queste due opzioni.

 

Sconto in fattura o cessione del credito?

Lo sconto in fattura può essere chiesto direttamente a colui che esegue i lavori, quindi, ad esempio, all'impresa che si occuperà della ristrutturazione dell'immobile o del condominio.

Questa, infatti, dovrà effettuare i lavori anticipando l'intero credito e fatturando un importo pari a 0 euro.

Le spese anticipate, le potrà recuperare portandole in detrazione in 5 anni (opzione molto vantaggiosa per i cittadini ma non altrettanto per le imprese che, dovranno anticipare i lavori, effettuarli, pagare i dipendenti e recuperare quel credito in 5 anni detraendoli dalle tasse).

L'altra opzione è la cessione del credito.

In questo caso, l'impresa che ha effettuato lo sconto in fattura potrà cedere il credito ad altri (fornitori, banche o istituti di credito) ricavandone immediatamente liquidità e recuperando le spese effettuate, totalmente o in parte.

La cessione del credito potrà essere effettuata anche direttamente dal cittadino o dal condominio alle banche o istituti di credito, questo avviene mediante l'apertura di una linea di credito.

Vediamo meglio come funziona e quali banche hanno aderito.

 

Le banche aderenti

Guardando all'offerta delle prime banche si notano già le differenze, un gruppo offre 100 euro ogni 110 di credito acquistato, senza chiedere adesioni immediate, per altri bonus, il prezzo di acquisto è dell'80% del valore nominale.

Un altro gruppo ha lanciato l'offerta del 102 su ogni 110 di credito acquistato, oltre ad estendere l'offerta anche su altre agevolazioni fiscali, al 50 o 90%, applicando un'offerta di 78 euro su ogni 100 euro di credito acquistato.

Per il privato il costo medio dovrebbe arrivare ad un massimo del 10% dell'importo dei lavori.

È importante non escludere la necessità di dover firmare polizze Rc e danni o quelle dedicate al pianeta salute.

 

Lavori completamente gratis?

In conclusione, non esistono lavori completamente gratis.

Esistono lavori detraibili o scontabili al 100%, detti trainanti, a cui occorre necessariamente affiancare altri lavori per portare l'immobile ad un miglioramento di almeno due classi energetiche, scontabili al 50, 60 o 90%, quindi il cittadino, nel caso in cui volesse optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito, dovrà comunque pagare le somme restanti, non detraibili o scontabili, somme che dovranno essere versate regolarmente a fine lavori.

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