Primi chiarimenti su alcune norme del Decreto “Agosto” da parte dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro

L’INL, con nota n. 713/2020, fornisce le prime indicazioni sulle disposizioni contenute nel D.L. n. 104/2020 (c.d. “Decreto Agosto”), chiarendo anche alcuni dubbi interpretativi in ordine alla disciplina sulla proroga o rinnovo dei contratti a termine portati all’attenzione dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Lavoro da parte della Confederazione.

Art. 3 - esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione

La possibilità di fruire dell’esonero viene riconosciuta anche ai datori di lavoro ammessi al trattamento di cassa integrazione ai sensi del D.L. n. 18/2020 e che abbiano fruito di periodi di cassa, anche parzialmente, dopo il 12 luglio.

Laddove si riscontri la violazione del divieto di licenziamento di cui all’art. 14, viene disposta la revoca dell’esonero con efficacia retroattiva ed al contempo l’impossibilità di presentare domanda per i trattamenti di integrazione salariale.

Art. 6 – esonero dal versamento dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo indeterminato

Del beneficio non possono godere i datori di lavoro relativamente ai lavoratori che abbiano avuto con la medesima impresa un contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti all’assunzione, mentre è possibile fruirne nel caso di trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato.

Art. 8 – contratti a termine

In recepimento delle istanze rappresentate dalla Confederazione, sono stati chiariti i seguenti aspetti di interesse:

la disposizione, in quanto “sostitutiva” della disciplina previgente, consente di adottare la nuova proroga o il rinnovo “agevolato” anche qualora il medesimo rapporto di lavoro sia stato prorogato o rinnovato in applicazione del previgente art. 93 del D.L. n. 34/2020, pur sempre nel rispetto del limite di durata massima di 24 mesi.

Il termine del 31 dicembre p.v. è riferito esclusivamente alla formalizzazione della stessa proroga o del rinnovo. La durata del rapporto potrà quindi protrarsi anche nel corso del 2021, fermo restando il limite complessivo dei 24 mesi.

La disposizione permetta la deroga alla disciplina sul numero massimo di proroghe (4) e sul rispetto dei c.d. “periodi cuscinetto” (ossia lo stop & go) contenuta nell’art. 21 del D.Lgs. n. 81/2015.

Il rinnovo del contratto a termine in deroga assistita ai sensi dell’art. 19, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015 oltre il termine di legge di 24 mesi o del diverso termine previsto dalla contrattazione collettiva resta subordinato al rispetto delle condizioni di cui agli articoli 19, comma 1 e 21 del D.Lgs. n. 81/2015.

la proroga automatica fruita nel periodo di vigenza del comma 1 bis dell’art. 93 (18 luglio – 14 agosto) va considerata “neutrale” in relazione al computo della durata massima di 24 mesi del contratto a tempo determinato anche ai fini di quanto disposto dal nuovo comma 1 dell’art. 93.

Art. 14 – licenziamenti collettivi e individuali per g.m.o.

Salvo eventuali modifiche che potranno intervenire in sede di conversione del decreto legge il divieto di licenziamento, quale misura di tutela dei livelli occupazionali durante il periodo di emergenziale, sembra operare per il solo fatto che l’impresa non abbia esaurito il plafond di ore di cassa integrazione disponibili e ciò sia quando abbia fruito solo in parte delle stesse, sia quando non abbia affatto fruito della cassa integrazione.

In tale ultimo caso, laddove il datore di lavoro non abbia ritenuto di fruire della cassa integrazione, il licenziamento sarebbe in ogni caso impedito dalla possibilità di accedere all’esonero dal versamento contributivo di cui all’art. 3.

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