Per il nordest rinascita non prima del 2022

Un rimbalzo del PIL del 5,6% non certo sufficiente a compensare il decremento del 9,3% del 2020 (comunque più elevato rispetto al 4,3% della media nazionale), una situazione drammatica per alcuni settori di vitale importanza per l’economia quali il turismo e l’export, prospettive di ripresa ancora incerte e soprattutto lontane.

Questo il quadro, piuttosto cupo, delineato da un Report circa le future dinamiche di un’area che, tradizionalmente, rappresenta una delle locomotive produttive del Paese.

A risaltare soprattutto la sfiducia degli imprenditori sulla ripresa che, in Italia, per il 70% degli intervistati, non avverrà prima del 2022.

Un pessimismo corroborato da trend negativi legati alla flessione dell’export (-10% nel bacino nord-orientale nel periodo gennaio/settembre 2020), alla picchiata del commercio (-28,5% di fatturato sul 2019) e al crollo del turismo che, fra gennaio e ottobre dello scorso anno, ha assistito ad un decremento delle presenze superiore al 50%.

Il Report evidenzia inoltre come, nel 2020, circa il 40% delle imprese del Nordest, specie quelle correlate alla filiera dell’accoglienza, siano state costrette a fermarsi, parzialmente o del tutto, con perdite enormi che l’estate ha lenito in misura del tutto trascurabile.

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