Pensioni: Quota 100 con penalizzazioni

Il governo valuta l'introduzione di un meccanismo flessibile per le uscite dal mondo del lavoro già a partire da 62 o 63 anni di età con un'anzianità contributiva minima di 38 anni

Quota 100, tutte le novità

Nuovi meccanismi per usufruire di quota 100 che, ricordiamo, è quello strumento che consente l'uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che vantano almeno 38 anni di contributi con un'età anagrafica minima di 62 anni.

Si tratta di una delle misure allo studio del Governo nell'ambito della riforma previdenziale.

In merito, un primo incontro sarà la prossima settimana e riguarderà le misure da inserire nella Legge di Bilancio e che saranno varate dal 1° gennaio 2021, anche sulla base delle richieste contenute nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl, Uil. In un secondo appuntamento, invece, si entrerà davvero nel merito della riforma.

Quota 100, le penalizzazioni

Il governo valuta l'introduzione di un meccanismo flessibile per le uscite dal mondo del lavoro già a partire da 62 o 63 anni di età con un'anzianità contributiva minima di 38 anni. Quota 100 non sarebbe eliminata, pena lo scalone con le regole della legge Fornero, che prevede la pensione a 67 anni. Ma la salvezza comporterebbe una penalizzazione per i fruitori, con una riduzione del trattamento del 2,8/3% per ogni di anticipo rispetto alla soglia prevista per la pensione di vecchiaia, cioè 67 anni.

Quota 100 ha funzionato?

Secondo il deputato della Lega Claudio Durigon, ci sono inequivocabilmente i numeri che attestano che quota 100 ha funzionato: «La disoccupazione giovanile è diminuita dal 33 al 23% e abbiamo registrato 285 mila occupati in più rispetto all'anno precedente, nonostante la crescita zero del Paese. 300 mila italiani sono andati in pensione garantendo così un ricambio generazionale nel mondo del lavoro fondamentale per i giovani». Così il leghista motiva la contrarietà all'idea di un ritorno alla Legge Fornero e dell'idea di penalizzare l'assegno allo studio dell'esecutivo. «È un'ingiustizia - conclude - proprio in questo momento dove per effetto del sistema contributivo i nuovi pensionati riceveranno un assegno meno pesante».

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