Nuovo decreto sicurezza: cosa prevede

Pubblicato in GU il nuovo decreto sicurezza, che introduce importanti novità in materia di immigrazione e punisce più severamente i violenti (norma Willy).

IL NUOVO DECRETO SICUREZZA E IMMIGRAZIONE

Il decreto legge n. 130/2020, in vigore dal 22 ottobre 2020, prevede nuove misure per la sicurezza delle città, l'immigrazione e la protezione internazionale; introduce modifiche al codice penale e prevede misure che si pongono l'obiettivo d'impedire l'uso distorto del web.

Altre novità riguardano il divieto di accesso, in determinate circostanze, agli esercizi pubblici e ai locali adibiti all'intrattenimento pubblico e altre ancora puniscono più severamente chi partecipa alle risse se qualcuno riporta lesioni. Queste ultime sono state fortemente volute dalla Ministra Lamorgese e dal Ministro Bonafede e sono già state soprannominate "norma Willy" in memoria del giovane ucciso all'esterno di una discoteca.

Protezione internazionale e immigrazione.

Andando nel dettaglio le principali previsioni, in materia di protezione internazionale il decreto aggiunge due nuovi divieti di espulsione e respingimento. Il primo nei casi in cui lo straniero corra il rischio di essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti, il secondo invece se sussiste il rischio che venga violato il diritto al rispetto della sua vita e di quella familiare. In questi casi è previsto il rilascio allo straniero di un permesso di soggiorno per protezione speciale.

Il decreto introduce la possibilità di convertire in permessi di soggiorno per motivi di lavoro tipologie ulteriori di permessi rispetto a quelle già contemplate: "protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori."

Nasce il "Sistema di accoglienza e integrazione", che si dividerà in due livelli di prestazioni per i richiedenti e per i titolari della protezione internazionale. Nessun cambiamento invece per quanto riguarda la prima accoglienza, che continuerà ad essere svolta dai centri governativi ordinari e straordinari.

DIVIETO DI TRANSITO DELLE NAVI NEL MARE TERRITORIALE

D'ora in poi, se sussisteranno ragioni di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sul traffico dei migranti, il provvedimento con cui si dispone il divieto di transito nelle acque territoriale dovrà essere adottato su proposta del Ministro dell'Interno, di concerto con il Ministro della difesa e con quello delle infrastrutture, dopo aver informato il Presidente del Consiglio.

La disciplina del divieto non si applica nei casi di soccorso se viene effettuata la comunicazione al centro di coordinamento e allo Stato di bandiera e se vengono rispettate le indicazioni delle autorità competenti per la ricerca e il soccorso in mare.

La violazione del divieto di transito delle navi nel mare territoriale verrà punita con la reclusione fino a due anni e con una multa da 10.000 a 50.000 euro. Eliminate invece le sanzioni amministrative.

Cancellate definitivamente le multe nei confronti delle ONG e stop alla confisca delle navi a condizione che le autorità italiane vengano INFORMATE DI OGNI INTERVENTO DI SALVATAGGIO.

DASPO URBANO

In materia di sicurezza pubblica, il decreto vuole rendere più efficace il Daspo Urbano. Così, al Questore viene data la possibilità di vietare l'accesso ai locali pubblici anche ai soggetti che hanno riportato solo denunce o condanne non definitive per gli ultimi tre anni, per vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Chi viola il divieto va incontro alla pena della reclusione da sei mesi a due anni e alla multa minima di 8.000 euro fino a 20.000 euro.

OSCURAMENTO SITI WEB PER REATI IN MATERIA DI STUPEFACENTI

Il decreto introduce misure finalizzate a contrastare un impiego malsano e distorto dei siti web, disponendo l'oscuramento di quelli che, sulla base di elementi oggettivi, si ritiene vengano utilizzati per commettere reati in materia di sostanze stupefacenti.

PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO

Con l'entrata in vigore del decreto legge n. 130/2020, la particolare tenuità del fatto prevista dall'articolo 131-bis del codice penale non sarà più esclusa con riferimento ai reati commessi nei confronti di tutti i pubblici ufficiali ma solo con riferimento a quelli commessi nei confronti degli ufficiali e degli agenti di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria e nel caso di oltraggio a magistrati in udienza.

PENE PIÙ SEVERE PER CHI PRENDE PARTE A RISSE

Pene più severe per i soggetti che prendono parte alle risse. Nel caso in cui qualcuno riporti lesioni, per la sola partecipazione si rischia la reclusione minima di 6 mesi fino a 6 anni.

Previste infine le seguenti novità:

• disposizioni finalizzate a rendere più efficace l'attività del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale;

• sanzioni più severe in caso di comunicazioni dei detenuti soggetti al 41-bis della legge n. 354 del 1975;

• nuovo reato che punisce chi introduce o detiene negli istituti penitenziari cellulari o altri dispositivi mobili per la comunicazione.

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