Licenziamento collettivo: Occorre l'individuazione dei vizi

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 254/2020, ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità sollevate dalla Corte d'appello di Napoli vertenti sulle conseguenze sanzionatorie previste nel solo caso di accoglimento delle domande di licenziamento collettivo, in quanto il rimettente ha trascurato di descrivere la fattispecie concreta e di allegare elementi idonei a corroborare l'accoglimento dell'impugnazione in virtù di una violazione dei criteri di scelta, già esclusa dal giudice di prime cure.

Infatti, l'applicazione della disciplina sanzionatoria, che il giudice a quo sospetta di incostituzionalità, richiede preventivamente l'individuazione dei vizi del licenziamento collettivo. Tale presupposto riveste un rilievo cruciale alla luce sia dell'alternativa che la parte delinea tra inosservanza dei criteri di

scelta e inosservanza della procedura, sia dell'intervento di una pronuncia di primo grado che ha escluso ogni vizio dell'impugnato licenziamento collettivo. Tali lacune nella descrizione della fattispecie concreta impediscono, dunque, alla Corte costituzionale di valutare la rilevanza delle questioni sollevate.

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