L’INAIL risarcisce il mal di mouse fino al 15% d’inabilità

Il mal di mouse, che non è paura dei topi, è riconosciuto dall’INAIL come malattia professionale e come tale va risarcita. Quindi, l’INAIL risarcisce il mal di mouse fino al 15 % di inabilità. In letteratura medica si chiama la tendinite di De Quervain e si verifica quando i tendini intorno alla base del pollice sono compressi o infiammati. Noi di Proiezioni di borsa ci siamo chiesti quali siano i sintomi e come riconoscerla. È un dolore alla mano, che si manifesta con formicolio e dolore alle dita, difficoltà nella prensione di oggetti di piccole dimensioni, ipersensibilità. Il segnale di allarme è l’aumentare del dolore e dei formicolii con il movimento. Questo mal di mouse è causato dalle tante ore al computer, facendo ripetuti movimenti con il poso.

Bisogna prestare molta attenzione alla sintomatologia iniziale, ed intervenire subito, altrimenti potrebbe degenerare. Quando la situazione diventa intollerante, potrebbe diventare addirittura necessario intervenire chirurgicamente.

In passato era frequente nelle ricamatrici, sarte, orafi, oggi, col progresso tecnologico, si riscontra nei soggetti che soprattutto per lavoro, trascorrono tante ore avanti al PC. È divenuta una delle malattie professionali più diffuse e come tale l’INAIL risarcisce il mal di mouse fino al 15% d’inabilità.

L’INAIL risarcisce il mal di mouse fino al 15% d’inabilità. I presupposti

La mansione del lavoratore deve comportare movimenti ripetuti e/o prolungati, non deve essere di tipo occasionale. Per “non occasionale” si deve intendere un lavoro prolungato, quotidiano e continuativo. In particolare una sentenza della Corte di Appello dell’Aquila ha riconosciuto come malattia professionale “la sindrome pronatoria dell’arto superiore”. Tale sindrome, afferma la Corte, è causata da tecnopatia provocata da “overuse da mouse da computer”, dovuta all’uso ripetitivo del mouse. In particolare ha riconosciuto al lavoratore una inabilità del 15%, provocata da un overuse del mouse. Nel caso specifico, si trattava di un dipendente di banca, che tutti i giorni si ritrovava davanti al computer, munito di mouse.

La Corte di Appello ha confermato la sentenza di primo grado, l’uso continuo del mouse è stata, dunque, la causa scatenante della malattia del lavoratore. E in quanto tale, l’INAIL risarcisce il mal di mouse.

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