In arrivo la batosta per le partite iva individuali e i professionisti, a rischio il regime forfettario

Le raccomandazioni di Bruxelles, i conti pubblici, il Recovery Plan e l’attuale scenario indicano una strada quasi obbligata: la riforma fiscale. In arrivo la batosta per le partite IVA individuali e i professionisti, a rischio il regime forfetario. Tanto è palesemente evidenziato nello studio sulla riforma dell’IRPEF da parte dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio.

L’UPB effettua previsioni di finanza pubblica, indaga sulla sostenibilità delle previsioni macroeconomiche e valuta il rispetto delle regole nazionale ed europee. Proprio in virtù delle raccomandazioni europee sul superamento delle criticità del nostro sistema fiscale, vengono individuate delle soluzioni idonee.

PERCHÉ SI DOVRÀ INTERVENIRE SUL GETTITO TRIBUTARIO FORFETTARIO

L’audizione del presidente dell’UPB  alle relative commissioni parlamentari di Camera e Senato, pone l’accento sulle caratteristiche del nuovo regime fiscale. Equità, trasparenza, contrasto all’evasione e semplificazione sono i tasselli principali menzionati anche nel Recovery Plan. Per attarle, l’attuale Legge di Bilancio ha stanziato nel triennio 2021-2023, 8 + 7 miliardi di euro.

Peccato però che le risorse già così non basterebbero per sostenere il nuovo impianto. Ma, si prevede con chiarezza che 5 – 6 miliardi andranno all’assegno unico, rendendo palese la non sostenibilità finanziaria dell’auspicata riforma.

Quindi, quali potranno essere le soluzioni d’intervento? Di sicuro, l’emergenza sanitaria ha occupato l’utilizzo della straordinarietà delle spese in disavanzo del bilancio statale. Precludendo difatti questa strada al Fisco. Pertanto la strada da seguire, insieme ad altre valide opzioni, è la riconduzione alla tassazione ordinaria progressiva di tutte quelle partite IVA fuoriuscite per accedere al regime forfettario.

IN ARRIVO LA BATOSTA PER LE PARTITE IVA INDIVIDUALI E I PROFESSIONISTI, A RISCHIO IL REGIME FORFETTARIO

Il regime forfettario ha rappresentato e rappresenta un’ovvia comodità per lavoratori autonomi, imprese familiari e ditte individuali. La semplificazione amministrativa, la chiarezza sull’imposta da pagare, lo hanno reso un vero successo. Il modello prevede un tetto massimo di ricavi di 65.000 euro e un’imposta del 15% su una base imponibile forfettariamente costruita.

Interessa il 60% dei lavoratori autonomi e degli imprenditori individuali, e non essendo più un’agevolazione dal 2019, è diventata una vera e propria detassazione. Ciò crea, agli occhi dell’UPB, iniquità del sistema incentivando la sottofatturazione dei ricavi.

Pertanto, per ragioni di sostenibilità e di equità, le partite IVA sono seriamente a rischio, in quanto potrebbe trovare applicazione il meccanismo dell’IRI. Ovvero aliquota unica al 24% e remunerazione del professionista o imprenditore assoggettata a tassazione progressiva. Restano da chiarire gli adempimenti amministrativi che non dovrebbero essere gravosi date le forme giuridiche semplificate.

Ad ogni modo, si auspica che, a prescindere da ragioni di bilancio e di equità, si garantisca un sistema fiscale semplificato per la categoria. Un sistema che almeno in ingresso non gravi su categorie che già hanno perso tanto (a volte tutto) a causa della crisi epidemiologica. Sembra, quindi, in arrivo la batosta per le partite IVA individuali e i professionisti, a rischio il regime forfettario. Auspicando in un cambiamento osmotico.

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