Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca: Verso il lockdown per 30-40 giorni. Al Governo chiederò di estenderlo a tutti”. Record di oltre 2mila casi in un giorno

Il governatore regionale annuncia provvedimenti drastici: “Necessario chiudere tutto, fatte salve le categorie che producono e movimentano beni essenziali (industria, agricoltura, edilizia, agro-alimentare, trasporti). Indispensabile bloccare la mobilità tra regioni e intercomunale”

La Campania verso il lockdown totale. Nel giorno in cui la Regione, in sole 24 ore, ha registrato il record di 2mila e 280 nuovi contagi per Coronavirus, il presidente Dem Vincenzo De Luca ha annunciato in diretta Facebook che procederà “verso la chiusura totale“, fatta eccezione per le attività essenziali. Una decisione che il governatore ha accompagnato con la richiesta al governo di fare altrettanto per tutto il territorio nazionale. “Per l’Italia deciderà il governo, per la Campania faremo quello che riteniamo giusto per noi”, ha dichiarato. “Dobbiamo chiudere per un mese, 40 giorni e poi si vedrà ma senza soluzioni drastiche non possiamo reggere. Non voglio vedere la fila dei camion con le bare. L’unico obiettivo deve essere salvare la vita delle famiglie, tutto il resto ora non conta nulla”. A spingere verso la chiusura, una situazione dei posti letto in ospedale che De Luca ha definito “pesante”: “La programmazione ci consente ancora di reggere“, ha detto, “ma con questi numeri non c’è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l’onda d’urto. Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate”. E, ha continuato: “Dobbiamo chiudere tutto e dobbiamo decidere oggi, non domani. Siamo ad un passo dalla tragedia”. POCHI MINUTI PRIMA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, INTERVENENDO AL FESTIVAL DEL LAVORO, AVEVA RIBADITO INVECE CHE “VA SCONGIURATO UN LOCKDOWN GENERALIZZATO”.

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“Oggi siamo chiamati a prendere decisioni forti, definitive ed efficaci, per far fronte a una situazione che è diventata pesante”, ha esordito De Luca. “Ogni giorno che passa rischia di aggravarsi in maniera insostenibile la situazione dell’epidemia. Per questo io ritengo che non ci sia più un’ora di tempo da perdere. Perfino l’ordinanza che entra in vigore oggi è già superata dai dati del contagio con i quali dobbiamo fare i conti. Io credo che dobbiamo decidere oggi, non domani, non fra una settimana, perché davvero non abbiamo più davanti tempo da perdere. Avevamo immaginato una chiusura parziale, ma per i dati che abbiamo non basta più neanche questo. Dobbiamo decidere di chiudere tutto”. La chiusura totale non riguarderà le attività essenziali: “Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell’edilizia, l’agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive”.

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Intanto anche la Calabria ha deciso il coprifuoco tra le 24 e le 5 del mattino e di sospendere le lezioni in presenza alle superiori. L’ordinanza è stata firmata dal presidente facente funzioni Nino Spirlì e le misure dovranno essere osservate fino al 13 novembre 2020. Tra le misure previste: la sospensione delle attività scolastiche secondarie di secondo grado dal 26 ottobre 2020; la sospensione, in presenza e con possibilità di attivare la didattica digitale integrata, le attività didattiche presso gli atenei universitari, fatte salve le lezioni e le attività che devono essere necessariamente svolte in presenza fisica; stop agli spostamenti su tutto il territorio regionale, dalle ore 24 alle ore 5 del giorno successivo; divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei Pronto soccorso; accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

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