Governo al lavoro per cosa si potrà fare e cosa no a natale 2020

Il governo studia regole rigide da inserire nel prossimo Dpcm, in vista del mese di dicembre e delle festività natalizie. Tra le misure, secondo le indiscrezioni, ci sono ulteriori restrizioni sugli spostamenti e il divieto di sciare. Previsti anche limiti all'ingresso nei negozi e divieti di festeggiamenti e banchetti per il nuovo anno

Sarà un Natale diverso, sobrio, il primo dell’era Covid-19, lo continuano a ripetere esperti e politici. E mentre la data delle festività natalizie si avvicina sempre più, si fanno più insistenti anche le ipotesi che prevedono diverse rinunce per gli italiani: dalla libertà di spostamento tra regioni, fino alla possibilità di festeggiare in compagnia o di trascorrere qualche giorno di vacanza in montagna sugli sci. Ecco quali sono i possibili scenari al vaglio dell'esecutivo per il prossimo Dpcm.

NO ALLO SPOSTAMENTO TRA REGIONI - Il ministro della Salute Roberto Speranza ha già assicurato che “dovremmo evitare gli spostamenti non essenziali". "Gli spostamenti tra regioni? Per il modello che utilizziamo - ha spiegato - possono avvenire solo se tutte le regioni andassero in zona gialla. Dobbiamo panificare le vacanze con prudenza".

Anche secondo Walter Ricciardi, docente di Igiene all'università Cattolica e consigliere del ministro della Salute, “è necessario limitare la mobilità. Bisogna fare tutte le cose che servono ma, per il resto, per il prossimo mese tutto il resto deve essere limitato."

Non si esclude quindi che, proprio in occasione delle festività, vengano limitati gli spostamenti che non siano giustificati da motivi di ricongiungimento familiare, in modo da impedire i viaggi.

NO A VEGLIONI E FESTEGGIAMENTI - “Veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non saranno possibili”. Ad anticiparlo è stato il premier Conte che ha già escluso un Natale di socialità: “Significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva in termini di decessi e stress sulle terapie intensive” NO A CENONI NUMEROSI - Una stretta dovrebbe arrivare anche sui cenoni natalizi, che si ipotizza non potranno vedere più di 5 o 6 persone sedute alla stessa tavola.

NO ALLE VACANZE SULLA NEVE - Secondo le indiscrezioni delle ultime ore, inoltre, l’esecutivo starebbe studiando un piano per prevenire le vacanze invernali, con le piste da sci chiuse. Sempre secondo quanto trapelato fino ad ora, si starebbe lavorando anche a un’iniziativa a livello europeo in questo senso.

LA QUESTIONE SCI - Intanto sono state elaborate le “linee guida delle Regioni per l'utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici”. Il documento per ora è solo una bozza e deve passare prima dalla Conferenza delle Regioni e poi deve essere sottoposto al governo e al Cts.

In Alto Adige, dove, come in altre zone d'Italia, è iniziata l'attività di innevamento artificiale delle piste, il governatore Arno Kompatscher frena: “È ancora prematuro parlare di stagione sciistica. Noi speriamo che nel mese di gennaio possa anche riiniziare questa attività, ma tutto dipenderà dall'andamento epidemiologico".

NO ALLA CORSA ALLO SHOPPING NATALIZIO - Senza controlli e sanzioni adeguate, lo shopping di Natale rischia di produrre a gennaio lo stesso effetto sul virus che ha avuto ad agosto l'apertura delle discoteche e l'allentamento di tutte le misure, ha avvertito il Comitato tecnico scientifico chiedendo alla politica di procedere con cautela in vista del nuovo Dpcm dal 4 dicembre 2020.

INGRESSI CONTINGENTATI - Allo studio c'è la possibilità di allargare le fasce orarie di apertura dei negozi, compresi i centri commerciali al momento chiusi nei fine settimana e nei festivi, contingentando gli ingressi, soprattutto nelle strutture più grandi.

LE REGOLE PER GLI ACQUISTI - Occorrerà mettere in campo un monitoraggio rigoroso e sanzioni. Una delle ipotesi sul tavolo è quella di contingentare non solo gli ingressi negli esercizi commerciali ma anche l'accesso a determinate strutture, strade e piazze dove si concentra lo shopping, soprattutto nelle grandi città, sulla scia di quanto già fatto con la possibilità per i sindaci di chiudere i luoghi della movida.

GLI ORARI - Si studia anche la possibilità di prorogare l’ora del divieto di uscita alle 23 - nel periodo prenatalizio - in modo da favorire le uscite se le attività commerciali saranno davvero aperte più a lungo.

SOLO IL GIORNO DI NATALE MENO RESTRIZIONI SU ORARI - È possibile che la libertà di circolazioni si proroghi alle 24 soltanto il giorno di Natale per consentire la partecipazione alle celebrazioni religiose. In discussione rimane l’ora del divieto di uscire dalla propria abitazione la sera di Capodanno

NO FESTE A CAPODANNO - Resta comunque escluso che possano esserci feste e banchetti per celebrare l’arrivo del nuovo anno.

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