Decreto Ristori Ter stasera in Consiglio dei Ministri. Da scostamento 3,8 miliardi per altre misure

Scostamento bilancio finanzierà un decreto quater.

Attesa per il Consiglio dei ministri sul decreto Ristori Ter. La riunione - è chiamata a dare il via libera ad un nuovo scostamento di bilancio e al decreto ristori ter.

Sul tavolo misure fino a a 1,4 miliardi di euro. Le nuove risorse per i ristori delle attività chiuse nelle zone rosse e arancioni, derivano da fondi stanziati e non spesi durante l'anno. Il nuovo scostamento di bilancio che il Cdm proporrà al Parlamento andrà invece a finanziare un decreto Ristori quater, che dovrebbe essere varato tra fine novembre e inizio dicembre.

Al cdm di oggi "metteremo altre risorse, circa 1,3-1,4 nel fondo che consente di finanziare i ristori in automatico alle regioni che peggiorano di fascia" nelle misure di contenimento del virus. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, a Omnibus. "Poi - ha proseguito Gualtieri - per poter usare un'altra parte di risorse dovuta ad un andamento economico un po' migliore delle previsioni, chiederemo al Parlamento l'autorizzazione a uno scostamento che ci darà alcuni miliardi aggiuntivi per rafforzare le misure di sostegno economico e accompagnare l'economia nella fine d'anno". "A inizio nuovo anno - ha spiegato ancora il ministro - a seconda della situazione economica e sanitaria, faremo un ultimo scostamento per concludere questa fase di aiuti che saranno modulati proporzionalmente alla situazione dell'economia".

Il fondo Covid da 3,8 miliardi previsto in manovra per i ristori del 2021, potrebbe essere in tutto o in parte destinato ad altre misure. E' la valutazione che, a quanto apprende l'ANSA dopo il vertice della scorsa notte, si starebbe facendo in queste ore nel governo. Le risorse ora previste in manovra sarebbero "liberate" dal nuovo scostamento di bilancio che si è deciso di fare a gennaio per il 2021: la richiesta di nuovo deficit servirebbe infatti proprio a finanziare un nuovo decreto per dare ristoro anche nell'anno nuovo alle attività danneggiate dalla pandemia. Perciò i 3,8 miliardi che erano stati previsti in manovra a quello scopo, potrebbero ora essere almeno in parte destinati ad altro e magari aumentare la "dote" di 800 milioni ad ora prevista per le modifiche del Parlamento.

"Gli 8 miliardi strutturali a regime per la riduzione delle imposte" finanziate con la manovra a partire dal 2022 sono "il dato di partenza non il budget della riforma" che sarà alientata anche "con quella che per noi è la principale fonte, come è stato per il cuneo fiscale, cioè l'aumento delle entrate dovuto al contrasto all'evasione e al miglioramento dei rapporti col contribuente". Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a un appuntamento su Fb di Base Riformista spiegando che ci sono i margini per "una riforma fiscale ambiziosa". Altra voce di finanziamento il "budget interno" che arriverà dalla "razionalizzazione" di "bonus e tax expenditures poco razionali, poi abbiamo da affrontare il tema dei sussidi dannosi e del perimetro della base imponibile".

"Vedremo, decideremo oggi lo scostamento ma anche col miliardo e 4 che metteremo nel decreto di oggi che ci porta a 100 miliardi" di spese aggiuntive "stiamo sotto il 10,8%" di deficit "di circa 6 miliardi, questo al netto delle risorse deI ristori 1 e 2. Abbiamo avuto con 100 miliardi di spesa un deficit più basso perché abbiamo avuto maggiori entrate, oltre a minori uscite per la cig e all'impatto della ripresa più forte" nel terzo trimestre, "tutto questo già scontando il rallentamento".

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