Decreto Ristori Bis - Ristoranti, bar, pizzerie: Nuovi contributi a fondo perduto

Decreto ristori bis: mentre si chiarisce a quanto ammontano gli aiuti previsti nella nuova misura del governo, e quali categorie potranno beneficiarne, arrivano i contributi a fondo perduto del primo Decreto ristori.

Si tratta di quasi un miliardo di euro destinato a 210 mila aziende che, a iniziare da lunedì, riceveranno sui propri conti correnti i bonifici dall’Agenzia delle Entrate. Per una volta, i tempi di pagamento che una burocrazia estenuante di solito allunga a dismisura, sono stati rapidi. Meno di 15 giorni, come ha precisato Roberto Gualtieri, il ministro dell’Economia.

MA QUALI SONO LE NOVITÀ PRINCIPALI CONTENUTE DEL DECRETO RISTORI BIS?

Intanto si tratta di misure che riguardano principalmente le aziende colpite dalle nuove forme di lockdown nelle regioni “rosse” (Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte e Calabria) e “arancioni” (Puglia e Sicilia). Con un fondo ulteriore in caso aumentino le regioni inserite nella zona rossa. In generale, i nuovi aiuti sono rivolti a artigiani, partite Iva, commercianti e professionisti.

Ma il provvedimento, che vale 2,5 miliardi di euro, aumenta le risorse ottenute da alcune categorie nel precedente Decreto ristori.

DECRETO RISTORI BIS: AIUTI PIÙ PESANTI PER RISTORANTI, BAR, PASTICCERIE E GELATERIE NELLE ZONE ROSSE E ARANCIONI

Per pasticcerie, gelaterie e bar, ad esempio, chiusi per tutto il giorno e non soltanto dalle 18 in poi, il contributo incluso nel primo Decreto ristori passa dal 150% al 200% di quanto ottenuto nei mesi scorsi con il dl rilancio. Discorso analogo per i ristoranti (nel primo Decreto ristori indennizzati al 100%).

Anche per i centri commerciali, chiusi dal nuovo Dpcm a zone nel weekend, è previsto un fondo apposito che tiene conto di possibili variazioni tra zone gialle, arancioni e rosse.

DECRETO RISTORI BIS: DENTRO ANCHE LE PIZZERIE AL TAGLIO

Oltre a questo, il Decreto ristori bis allarga la platea dei codici Ateco (il codice che le Camere di Commercio assegnano a ogni nuova attività) che ne beneficiano. Le pizzerie al taglio, per esempio, tra tante altre categorie, rientrano in questa seconda versione del provvedimento, come il settore cerimonie e gli operatori turistici.

Per le persone fisiche il contributo non dovrebbe essere inferiore ai 2 mila euro, che diventano 4 mila nel caso delle piccole imprese. Come nel precedente decreto, fino a un massimo di 150 mila euro per attività.

È volontà del governo, anche nel caso delle nuove misure, pagare gli indennizzi in modo rapido, vale a dire entro la metà di dicembre, comunque prima di Natale.

GLI AIUTI FISCALI E CONTRIBUTIVI

Il decreto dispone anche, come avvenuto in quelli precedenti, diversi aiuti fiscali e contributivi. Rinviati al 31 aprile 2021 gli acconti Ires e Irap, senza tenere conto del calo di fatturato. Anche i contributi Inps sui dipendenti saranno sospesi. Due mesi di sospensione per le attività delle zone rosse e arancioni, un mese per quelle presenti nelle regioni “gialle”.

Infine, le attività delle zone rosse beneficiano del credito d’imposta sugli affitti per tre mesi e fino al 60 per cento, oltre a non pagare la seconda rata Imu.

SOSPENSIONE DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

Sospesi i contributi previdenziali e assistenziali per il mese di novembre per le attività previste dal decreto legge Ristori che operano nelle zone gialle. Per quelle delle zone arancioni e rosse la sospensione è riconosciuta per i mesi di novembre e dicembre.

CONTRIBUTI PER ATTIVITÀ NEI CENTRI COMMERCIALI

È prevista la costituzione di un fondo per ristorare con un contributo a fondo perduto le perdite subite dalle attività economiche che hanno sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari.

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