Dal Covid uno tsunami di fallimenti e disoccupazione

Il crollo del Pil e le devastanti perdite di fatturato di migliaia di aziende, soprattutto quelle dei comparti più colpiti dalle restrizioni legate al Covid 19, porteranno verosimilmente ad un’impennata delle istanze di fallimento.

A paventarlo è un’analisi della Banca d’Italia che evidenzia come ci si attenda, in riferimento alle stesse, quasi 3.000 in più rispetto allo scorso anno, che si addizioneranno alle 3.700 pratiche già in essere e congelate dalla pandemia.

A contribuire a delineare il prevedibile, preoccupate scenario dei prossimi mesi, si teme la chiusura di almeno 300mila imprese, cui andrà aggiunto peraltro lo stop di circa 100/150mila professionisti. Abbandoni, che potrebbero determinare la perdita di 1 milione di posti di lavoro.

Restando in tema di terziario e restringendo il focus ai pubblici esercizi, potrebbero essere circa 60 mila le serrande dei pubblici esercizi che non si rialzeranno più, con 300mila addetti che rimarranno in strada.

Fra i segmenti nei quali la contrazione sarà maggiore rientra anche la filiera del turismo che vedrà, complice il blocco a viaggi e stagione sciistica, l’addio del 40% delle PMI del settore, con punte ben maggiori tra agenzie di viaggio, tour operator, ricettività e cultura e spettacolo.

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