Coperture assicurative per le Piccole e Medie Imprese contro i danni indiretti.

Sono ancora poche le piccole e medie imprese assicurate contro i danni indiretti causati, oltre ai danni diretti, da sinistri tradizionali (incendi ed esplosioni) e catastrofali (terremoti e alluvioni): solo l’1,5% delle 5.000 PMI italiane coinvolte dall’Osservatorio Assicurativo di NSA ha una specifica protezione in questo senso. Il rischio è di non sopravvivere in caso di eventi e catastrofi, ipotesi tutt’altro che remota visto che ben il 30% del imprese risulta essere già stata colpita da sinistro.

Questa specifica carenza si inserisce in un più ampio panorama di scarsa cultura assicurativa nel nostro Paese, laddove vengono percepite come necessarie solo quelle coperture imposte come obbligatorie dal legislatore. E a volte neanche quelle, visto che anche le polizze previste a norma di legge vengono spesso eluse (fenomeno questo di maggiore o minor rilevanza a seconda dell’area geografica a cui ci si riferisce).

Le piccole e medie imprese italiane non sembrano aver compreso l’importanza di proteggersi dai rischi correlati ai danni derivanti da interruzione dell’attività, dimostrando di averne una scarsa percezione, evitando di affidarsi a coperture assicurative fondamentali per la tutela del loro business.

Eppure, i danni indiretti causati da sinistri e catastrofi sono spesso più pericolosi di quelli diretti, andando ad incidere direttamente sul conto economico e provocando all’azienda un’interruzione anche parziale dell’attività che può metterne a rischio la sopravvivenza e la capacità di onorare i propri impegni con clienti, banche, locatari, dipendenti e così via. Situazione ancor più attuale e delicata se si considera il deterioramento generale della salute dei conti di una buona fetta delle pmi del nostro Paese in questo specifico periodo di riferimento. Il verificarsi di un sinistro può davvero rivelarsi esiziale per un’attività che abbia già situazioni di esposizione finanziaria più o meno fisiologiche. Anche un’azienda in salute, però può risentire del contraccolpo di un danno inatteso e per il quale non si è prevista alcuna contromisura. Il rischio di questi eventi, come del resto il nome lascia intendere (assicurazione per interruzione dell’attività ), non è solo quello del danno emergente ma dell’impossibilità di proseguire temporaneamente nella propria attività e di produrre le risorse finanziarie più che mai necessarie per far fronte alla situazione di difficoltà.

Auspicabile quindi l’acquisizione, da parte degli imprenditori, di una maggiore consapevolezza dei rischi corsi nell’esercizio della propria attività e, al tempo stesso dell’esistenza degli strumenti che possono ridurre o scongiurare del tutto gravi situazioni di dissesto susseguenti ai suddetti rischi. Ai consulenti di imprenditori e aziende l’arduo compito di sensibilizzare in tal senso i propri assistiti…

 

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