COVID-19: Resto al sud 2020 nuovo contributo a fondo perduto

Resto a Sud 2020. Contributo a fondo perduto per le imprese che per i professionisti del Mezzogiorno e del cratere sismico del Centro Italia. Le domande possono essere inviate anche tramite PEC finché il sito di Invitalia non sarà aggiornato.

Resto al Sud 2020domande al via per il contributo a fondo perduto. Il sito di Invitalia è ancora in fase di aggiornamento, ma le richieste possono essere inviate anche tramite PEC.

Da dicembre scorso anche i professionisti possono richiedere l’agevolazione Resto al Sud.

Il Decreto Rilancio, prevede un ulteriore contributo a fondo perduto per i beneficiari dell’incentivo, a condizione che siano in possesso dei requisiti previsti.

Lo scopo della norma è quello di andare incontro alle imprese e ai professionisti. L’agevolazione è prevista non solo per chi ha già sfruttato Resto al Sud, ma potranno accedervi anche i futuri beneficiari.

 

Cos’è il finanziamento resto al sud?

Il Finanziamento Resto al Sud è un’incentivo destinato a sostenere la nascita di nuove attività professionali avviate nelle regioni del Sud.

Il Finanziamento Resto al Sud offre un’agevolazione fino a 200.000 euro per l’avvio di nuove attività professionali da parte di giovani professionisti fino a 45 anni.

 

Quali regioni sono agevolate dal bando resto al sud?

Puoi richiedere il finanziamento se hai meno di 46 anni d’età e sei residente in una di queste 8 Regioni:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Se vuoi ottenere l’agevolazione non devi essere quindi titolare di alcuna attività di impresa.

Se hai un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in corso puoi presentare la domanda per richiedere Resto al Sud ma devi essere pronto ad abbandonare il tuo posto di lavoro nel caso in cui risultassi vincitore del finanziamento.

 

Attività finanziabili

Sono finanziabili le attività professionali come, ad esempio le attività di:

  • Farmacisti;
  • Infermieri professionali;
  • Medici;
  • Psicologi;
  • Agronomi;
  • Forestali;
  • Architetti;
  • Geometri;
  • Ingegneri;
  • Chimici;
  • Periti agrari;
  • Periti industriali;
  • Giornalisti.

 

Attività escluse

  • Agricoltura, Silvicoltura e Pesca;
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio;
  • Attività immobiliari;
  • Amministrazione pubblica e difesa, assicurazione sociale obbligatoria;
  • Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico.

 

Agevolazioni

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:

  • Contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo;
  • Finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

Apri da solo? Puoi richiedere fino ad un massimo di € 50.000.

Apri con dei soci? Puoi richiedere fino ad un massimo di € 200.000.

 

Come fare domanda?

Per richiedere il contributo messo a disposizione da Resto al Sud, bisogna compilare una serie di allegati e documenti relativi al tuo progetto imprenditoriale e caricarli sulla piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia.

Il tuo progetto deve contenere:

  • Dati tuoi ed eventualmente quelli dei tuoi soci;
  • Descrizione dell’attività per la quale stai richiedendo l’agevolazione;
  • Analisi del mercato di riferimento sia per quanto riguarda la domanda che l’offerta;
  • Strategia commerciale;
  • Aspetti tecnici e produttivi del progetto;
  • Aspetti organizzativi del progetto;
  • Dati economico-finanziari.

I documenti, dovranno essere firmati digitalmente dal legale rappresentante, o dalla persona fisica che presenta la domanda.

L’attività, dovrà essere avviata, successivamente all’esito positivo della domanda di agevolazione, quindi non dovrai aver sostenuto delle spese o avere già ricevuto delle fatture.

 

Spese ammissibili

  • Arredamenti, macchinari, impianti ed attrezzature;
  • Programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione, es: computer, software, hardware ecc…;
  • Spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa fino al 20% del programma di spese;
  • Spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti
  • Utenze e canoni di locazione per immobili;
  • Ristrutturazioni edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria, fino al 30% del programma di spesa.

 

Resto al sud 2020, al via le domande per il fondo perduto anche tramite pec

Il Decreto Rilancio ha previsto ulteriori fondi a copertura del fabbisogno di capitale circolante per l’incentivo di Resto al Sud di Invitalia.

L’erogazione avviene in un’unica soluzione, unitamente alla richiesta del saldo finale, erogata entro 60 giorni dalla presentazione salvo integrazioni richieste dall’Ente erogatore.

Non c’è bisogno di aspettare né circolari né decreti attuativi. È Invitalia a gestire le richieste. Il sito è ancora in fase di aggiornamento, ma chi è interessato può inviare le domande anche tramite PEC.

 

Resto al sud 2020 importi e requisiti

Il Decreto Rilancio ha previsto alcune novità per le imprese e i professionisti interessati all’agevolazione Resto al Sud.

L’articolo 245 del provvedimento prevede un contributo a fondo perduto a copertura del fabbisogno di circolante di:

  • 15.000 euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale;
  • 10.000 euro per ciascun socio, fino ad un importo massimo di 40.000 euro per ogni impresa.

Per poter accedere al beneficio, i liberi professionisti, le ditte individuali e le società, comprese le cooperative devono avere i seguenti requisiti:

  • Aver completato il programma di spesa ammesso alle agevolazioni;
  • Essere in regola con il pagamento delle rate relative al finanziamento bancario e con gli adempimenti previsti dalla normativa;
  • Aver restituito nei tempi previsti il finanziamento ricevuto, che è ancora in fase di preammortamento: terminerà il 31 dicembre 2020.

Entrambi i contributi verranno versati ai richiedenti con i suddetti requisiti in un’unica soluzione, per completare il progetto iniziato. Andrà, presentata la fattura a saldo degli ultimi investimenti.

L’agevolazione è destinata non solo a chi ha già usufruito dell’incentivo, ma anche i futuri beneficiari.

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