COVID-19: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Patto per L'Export

L’Italia, come il resto del mondo, sta attraversando un’emergenza sociale, economica e sanitaria senza precedenti, che ha generato un livello di incertezza mai sperimentato anche nel settore del commercio internazionale, con inevitabili ricadute negative sul sistema produttivo, sulle nostre esportazioni e sulla circolazione di persone, capitali, idee, beni, servizi. 

 

Con l’intento di rilanciare il “Made in Italy” nel mondo nell’attuale congiuntura, su impulso del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, è stato dato il via per la prima volta ad un percorso inclusivo, coinvolgendo non solo i membri della Cabina di regia per l’Italia internazionale, ma tutte le associazioni di categoria, i territori e gli Enti preposti al sostegno pubblico all’internazionalizzazione. 

 

Questo dialogo - svolto in particolare attraverso l’organizzazione e l’ascolto di 12 Tavoli settoriali, uno per ciascuna categoria economica significativa dell’export italiano, coordinati dal Sottosegretario di Stato Manlio Di Stefano - ha messo in luce un quadro di criticità variegato. Le esigenze sono molteplici e differiscono a seconda del settore, delle dimensioni aziendali, del modus operandi; tutte, però, hanno in comune la richiesta di coordinamento, trasparenza, chiarezza d’intenti e tempestività. 

 

Nello specifico, i seguenti elementi, emersi dai tavoli, sono indice di una serie di criticità che meritano particolare attenzione, quali:

- la sensibile riduzione delle quote di mercato rispetto ai nostri principali concorrenti;

- il propagarsi di pratiche commerciali discriminatorie legate al Covid-19, sotto forma talvolta di richieste di certificazione della salubrità dei prodotti italiani;

- il crollo della domanda estera nel settore turistico, che richiede interventi straordinari di rilancio dell’offerta turistica nazionale e dell’attrattività dell’Italia come meta turistica;

- la scarsa consapevolezza, da parte di un’ampia platea di consumatori stranieri, dell’eccellenza dell’offerta italiana in comparti innovativi e ad alto contenuto tecnologico;

- l’insufficiente conoscenza degli incentivi all’internazionalizzazione già esistenti (solo lo 0,5% delle PMI italiane esportatrici, circa 800 su oltre 140.000, si è avvalsa nel 2019 dei finanziamenti agevolati SIMEST);

- la necessità per le nostre PMI di un’ormai urgente digitalizzazione delle proprie attività commerciali per superare le attuali difficoltà di accesso alle piattaforme internazionali di e-commerce;

- la limitata visibilità internazionale del validissimo eco-sistema delle start-up italiane;

- il blocco delle attività del sistema fieristico, che ha comportato il rinvio o l’annullamento di tutti gli eventi previsti nella primavera 2020;

- la necessità di affiancare al sistema fieristico tradizionale ulteriori meccanismi di incontro - anche virtuali - tra domanda e offerta. 

 

Si rendono pertanto indispensabili un coordinamento di natura strategica e la massima collaborazione fra la Farnesina, tutti i membri della Cabina di Regia per l’Italia internazionale ed il tessuto produttivo italiano per rispondere con efficacia alla crisi in corso.

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