COVID-19: Decreto liquidità, cattivi pagatori in salvo fino a settembre

La normativa, che ha passato l'esame della Camera, blocca per il momento le segnalazioni alla Centrale Rischi.

Cattivi pagatori in salvo, almeno per il momento. Un emendamento del decreto liquidità approvato alla Camera sospende fino a tutto il mese di settembre 2020 le segnalazioni alla Centrale dei rischi per i "cattivi pagatori" che chiedono di accedere alle agevolazioni del Governo su mutui e prestiti.

 

Una nuova possibilità per i "cattivi pagatori"

È il decreto Liquidità ad andare incontro a chi ha difficoltà a pagare prestiti, leasing o altre forme di credito con restituzione rateale. Grazie ad un emendamento approvato mercoledì 20 maggio, voluto dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera. Dopo l'approvazione alla Camera con 269 voti favorevoli, 193 contrari e 3 astenuti, della conversione in legge del decreto, si aspetta l'esame definitivo del Senato. Comunque il decreto dovrà essere convertito entro l'8 giugno 2020.

 

A chi spetta la sospensione

Potranno usufruire della sospensione dalla segnalazione alla Centrali Rischi sia le piccole che piccolissime imprese in difficoltà che posseggono requisiti per accedere al congelamento temporaneo dei pagamenti di prestiti introdotto dal Governo con il decreto "Cura Italia" per sostenere l'emergenza sanitaria e la crisi economica legata al lungo lockdown. Nello specifico è il caso delle sospensioni sul saldo delle rate di prestiti erogati prima della pandemia come ad esempio lo stop alla revoca ad aperture di credito o finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti, per importi già esistenti al 29 febbraio 2020, o, se successivi, al 17 marzo 2020.

 

Le novità sull'autocertificazione

Un'altra novità riguarda l'autocertificazione nel caso delle richieste di prestiti coperti della garanzia dello Stato, nella quale bisogna attestare che l'attività d'impresa è stata «limitata o interrotta dall'emergenza epidemiologica» o «dagli effetti derivanti dalle misure di prevenzione». Servirà certificare che i dati aziendali forniti sono veritieri e completi e che il finanziamento sarà utilizzato per «sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali localizzati in Italia».

TOP