È il datore di lavoro che deve dimostrare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 24195/2020, ha stabilito che incombe sul datore di lavoro, che licenzia per giustificato motivo oggettivo, l'onere di provare non solo la sussistenza delle ragioni di carattere oggettivo poste a base del recesso, ma anche l'impossibilità di ricollocare utilmente il lavoratore, ossia il cd. repêchage. Infatti, da un punto di vista processuale, pretendere che sia il lavoratore a spiegare dove e come potrebbe essere riutilizzato all'interno dell'azienda significherebbe separare onere di allegazione e onere della prova.

TOP