Fatturazione elettronica e digitalizzazione dei processi produttivi.

Fatturazione elettronica e digitalizzazione dei processi produttivi.

Potrà un solo atto, per quanto importante e fondamentale, avviare una rivoluzione digitale nel nostro Paese? Questa la speranza sia del legislatore sia delle associazioni di categoria coinvolte, che vedono nell’obbligatorietà della fattura elettronica tra privati l’occasione giusta per dare impulso ai processi di digitalizzazione nel Paese.

L’introduzione dell’obbligatorietà a partire dal 1° gennaio 2019 (anche se per alcune categorie produttive l’obbligo è diventato realtà già a partire dal 1° luglio 2018) potrebbe infatti stimolare gli investimenti delle aziende, di qualunque dimensione esse siano, nel settore della digitalizzazione.

Il primo obiettivo è quello di favorire il processo di dematerializzazione già avviato nel marzo 2015, quando la fattura elettronica venne resa obbligatoria per le Pubbliche Amministrazioni e i loro fornitori. In una prospettiva di lungo termine, invece, lo scopo è di favorire la nascita di una cultura digitale che pervada non solo il settore produttivo, ma l’intera società italiana. Insomma, i vantaggi che la fatturazione elettronica tra privati potrebbe portare sono molteplici. E senza necessità di grossi interventi a livello strutturale da parte delle imprese: basterà individuare il gestionale più adatto alle loro esigenze.

COME LA FATTURAZIONE ELETTRONICA FAVORISCE LA DIGITALIZZAZIONE

Come emerge dalla ricerca presentata dall’Osservatorio fattura digitale & e-commerce del Politecnico di Milano nel giugno scorso, la digitalizzazione viene vista sia dalle grandi aziende sia dalle piccole e medie imprese come un’occasione imprescindibile per migliorare la competitività sul mercato globale. E questo processo di digitalizzazione, secondo le aziende italiane, passa necessariamente dalla dematerializzazione.

Non è un caso che la totalità delle aziende intervistate dall’Osservatorio del Polimi si dichiari pronta a investire in progetti di digitalizzazione b2b e dematerializzazione nei prossimi due anni. In particolare, il 37% delle grandi aziende e il 36% delle PMI investiranno in strumenti e infrastrutture necessarie per la digitalizzazione dei processi interni. Si prevede, quindi, l’acquisto – o la sottoscrizione di abbonamenti per applicativi web e cloud – di soluzioni per la Gestione Elettronica Documentale, l’ERP e la Conservazione digitale. In seconda battuta, le aziende investiranno nella digitalizzazione dell’intera supply chain, con l’obiettivo di risparmiare tempo e denaro nel corso di tutto il processo produttivo e non solo della sua parte “burocratica”.

I vantaggi conseguibili grazie a queste scelte saranno di varia natura. La dematerializzazione del processo produttivo, infatti, non consentirà solamente di risparmiare carta – azione, comunque, a forte impatto tecnologico – ma favorirà risparmi a 360°.

Secondo le recenti analisi dell’Osservatorio del Politecnico di Milano del 26 giugno 2018, infatti, la sola emissione di fattura elettronica può portare a un risparmio tra i 3,7 euro e gli 11,5 euro a fattura, a seconda dei volumi di fatture emesse (sotto le 3.000 fatture si avrà un risparmio minore), mentre la digitalizzazione dell’intero ciclo dell’ordine potrebbe portare a un risparmio massimo di ben 65 euro per ogni ciclo.

Tale risparmio è associato alla riduzione dell’impiego di manodopera per tutte quelle attività che verrebbero superate con l’adozione della fattura elettronica: stampa e imbustamento, gestione della relazione con il cliente (tempi dedicati al monitoraggio della spedizione della Fattura, della presa in carico e verifica di se e quando verrà pagata ecc.) e gestione della conservazione (archivio cartaceo).

 

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